29-11-2012
Ai signori Consiglieri, ai signori Assessori, al signor Sindaco
Oggetto: Utenze associazioni sportive
22-11-2012
DI FOOTING SI PUO’ MORIRE
Lo jogging, in Italia detto footing è un passeggio in forma di corsa a passo lento e piacevole; è ormai una moda ma anche la maniera di combattere l’obesità e malattie degenerative quali l’artrosi o l’osteoporosi. Tutto giusto ma si può fare sport e rischiare di morire ogni giorno sulle nostre strade e coinvolgere un automobilista in un omicidio colposo? Questo è il problema ed è facilmente rilevabile dall’eco della stampa:
grave il ragazzo di 20 anni di Cernobbio rimasto coinvolto in un incidente stradale martedì poco dopo le 19 mentre faceva footing; una coppia è stata travolta mentre faceva jogging lungo la Scogliera ad Acitrezza; Incidente a Mazara. Perde la vita mentre fa jogging; ragazza americana morta, "investita da un Suv durante il footing a Roma; Incidente auto con signora che praticava footing.
Questo è il rischio che si corre a Scauri sul lungomare; ogni giorno, ma anche la sera od il mattino prestissimo, quando la luce è poca, decine di persone fanno footing non sul marciapiede ma sul ciglio della strada. Poco visibili, costretti ad allargarsi in caso di auto in sosta, spesso poco attenti ai rumori esterni per l’uso di Ipod od altra musica, mettono a repentaglio la loro vita, in senso fisico, ma anche quella di un eventuale automobilista implicato in un incidente stradale spesso mortale. Bisogna che le autorità intervengano con un articolo del regolamento di pubblica sicurezza o con una disposizione urgente, in materia, del nostro Sindaco. Prevenire è meglio, e, soprattutto, in attesa anche di piste ciclabili, si utilizzi l’ampio marciapiede del lungomare ottenendo sicurezza, benefici fisici ma anche psichici potendo correre osservando il bellissimo panorama del mare di Scauri.
13-11-2012
Qualche giorno fa abbiamo mandato un articolo sui giornali per mettere riparo ad una situazione a rischio; diceva così:
ASSESSORE, CI DIA LA LUCE
Sabato scorso abbiamo inaugurato L’Isola che non c’è, casa delle associazioni di volontariato con la promessa che avremmo dato voce alle richieste dei cittadini e avremmo supportato l’Amministrazione comunale a far crescere la nostra cittadina. Tra i primi appelli ci sono giunte numerose lamentele sulla mancanza di luce all’incrocio sulla via Appia con la strada che porta al liceo scientifico Alberti. Si tratta di un quadrivio e le possibilità di incidenti, favorite dalla mancanza di luce in un lampione molto vintage ed inefficiente, sono molto alte. Assessore ci dia la luce e facciamo prevenzione eliminando, laddove possibile, le concause di possibili drammi stradali.
08-10-2012
Cara Renata Polverini,
permettimi, innanzitutto di esserti vicina in questo difficile momento della tua vita “politica” augurandoti, soprattutto grandi gioie in quell’altra parte della propria vita che ha maggior valore, soprattutto per noi donne. Ho apprezzato la tua scelta soprattutto ricordando il nostro sindaco Iervolino che non si è dimessa neppure quando hanno scoperto che gli avevano rubato anche i quadri, non della sua stanza, ma della stanza che ospita il primo cittadino della città di Napoli. I partiti vivono un profondo momento di crisi che, assommato al momento critico sulla morale di gran parte negli eletti nelle istituzioni ed alla congiuntura che vede una grande crisi europea e l’Italia priva di un governo rappresentativo ed eletto dai cittadini, risulta quale il peggiore momento storico che abbia affrontato la nostra nazione. La seconda Repubblica non è nata dalle ceneri della prima ma da un preciso disegno che, azzerando tutti i personaggi politici di allora, facendo di tutta un’erba un fascio, ha, di fatto, dato la stura ad una coorte di mercenari della politica che, senza nome, senza arte ne parte, senza storia e senza scuola hanno occupato tutti i posti di piccolo, medio e grande potere delle istituzioni infangandole, sfruttandole, prostituendole ad un solo Dio, il Denaro. Solo poche eccezioni costrette ad operare nello sterco, a tapparsi il naso volendo, beata ingenuità, incidere positivamente sulla sorte della nostra Italia. L’Italia ha toccato il fondo, si è arenata, come la nave della Costa, in disarmo, stracciata, vituperata e con la sicurezza di un difficilissimo, se non impossibile, recupero. Cosa fare?, non ho la ricetta, mi sono ritirata nel divenire quotidiano della mia associazione di volontariato come penso farai tu ritornando al tuo lavoro sindacale. Nel volontariato non si maneggiano soldi, non c’è da arricchirsi ma solo da lavorare ma, quasi sempre, si respira un’aria pulita e si persegue un sol risultato: il benessere dell’essere umano, dell’altro con un sol abito, quello dello spirito di servizio. Auguri e ne approfitti per dare nuova vita al suo movimento politico. Approfitti anche di questa sua esperienza per controllare anche uomini e cose. Non sempre le persone da Lei scelte sono come vorremmo che fossero; faccia un giro nei vari circoli e sedi di Città Nuove, parli con tutti, esamini, rimugini, si informi ed, alla fine, plasmi una struttura che abbia un’unica anima forte, pulita, valida e portatrice di quei valori e di quelle idee che potranno (potrebbero), se ben sostenute, cambiare questa povera…..stanca……ferita ITALIA
17-09-2012
Al Sig. Sindaco di Minturno
Dr. Paolo Graziano
Le associazioni di volontariato, iscritte all’albo comunale e firmatarie della presente richiedono alla SV di porre in atto tutti gli adempimenti del caso affinchè siano risolti, almeno, due disfunzioni che incidono, pesantemente, sul vivere quotidiano dei cittadini del territorio e sulle presenze estive.
Si tratta di provvedimenti che, secondo noi, non abbisognano di impegno economico e che non essendo subordinate a risorse, la loro soluzione è affidata solo alla volontà della S.V. e del Consigli.
Le due problematiche sono le seguenti:
· La mancanza cronica di francobolli presso le rivendite di tabacchi che costringe i turisti a lunghe file alle poste per poter inviare una cartolina di saluti;
· La mancanza di rivendita di biglietti del treno affidata solo all’esercizio commerciale (bar) presente alla stazione il che determina la difficoltà di reperimento nelle ore di chiusura e nei giorni di ferie dell’esercizio;
· La presenza di numerosi esercizi commerciali non dotati di POS per il pagamento con carta di credito o, ancor peggio, la presenza di POS abilitati solo alla funzione Bankomat (vedi esercizio INS). Ciò determina che se un turista vuole fare la spesa e pagare con la carta American express gold, il pagamento gli viene rifiutato e dovrà fare a meno della spesa effettuata.
In attesa che tali disfunzioni siano, al più presto sanate, si inviano cordiali saluti.
Associazioni: Con Noi Donne – House-Hospital onlus sudpontina– Dimensione civicasudpontina – Fondazione AGESPONLUS
09-09-2012
Caro dottor. Gianni Ciufo,
abbiamo letto sul giornale la notizia circa l’arresto di due giovani, incensurati, in possesso di una certa quantità di cocaina. La prima reazione è, naturalmente, la disapprovazione, il disgusto, il “dalli all’untore” di manzoniana memoria e un senso di ringraziamento verso le forze dell’ordine che, ogni giorno, cercano di porre rimedio a questa grande piaga dei nostri giorni. Poi rifletti e non puoi fare a meno di elaborare alcune riflessioni: la prima è la paura che possa capitare anche a Te, ed allora guardi i tuoi figli, cerchi di cogliere eventuali segnali e ripercorri, rapidamente parte della loro vita non avendo manco il coraggio di far loro una domanda diretta; le domande ce le facciamo noi: abbiamo dato un buon esempio ai nostri figli, hanno avuto quello che chiedevano? o, addirittura abbiamo dato loro troppo?, insomma ci colpevolizziamo, quali genitori, e , più che rassicurarci per il nostro rapporto con essi, chiudiamo un po gli occhi e speriamo che stavolta non tocchi a noi. Ma se come genitore ognuno vivrà questa brutale esperienza indiretta, per un attimo infilandosi nei panni di quei genitori che, in questo momento sono li a piangere, a farsi domande, a colpevolizzarsi ed ad combattere con ipotesi di futuro grigio, noi, dico noi, quale società civile, ed in questo caso cittadini di Minturno non possiamo non chiederci, come i loro genitori, se abbiamo qualche colpa. In aumento in tutta Italia la disoccupazione, un momento di crisi nazionale ed internazionale che mette a rischio valori economici assoluti, un profondo cambiamento, anzi una vera rivoluzione, degli orizzonti sociali per tutti, con l’addio al posto fisso, a tempo indeterminato, l’addio ad un concetto di pensione meta agognata di ogni lavoratore, il peso dei riflessi della crisi sui genitori che si riverbera nei rapporti con i figli, una ormai diffusa fragilità genitoriale accoppiata ad ad un ruolo diverso della figura paterna non consolatrice, come quella materna, ma dispensatrice di sicurezze vere o false che fossero, la globalizzazione con un susseguente depauperamento di tradizioni e consuetudini, una crisi di identità sessuale, soprattutto nel maschio, figlia di una giusta affermazione del ruolo femminile non accompagnata dalla crescita e maturazione del ruolo maschile, il fallimento diffuso dei legami considerati inscindibili, matrimonio e lavoro con una precarietà di affetti e di orizzonti, la crisi della chiesa e quindi della fede con la perdita di un ruolo centrale nella società, una scuola scialba, impreparata, incapace di restaurarsi e di affiancare la famiglia nel ruolo educativo non avendo mai trovato il suo ruolo di accompagnamento nell’entrata nella società dei giovani, ebbene tutto ciò che ritroviamo in tutta Italia, si sposa a Minturno con una specifica decadenza. Una città senza un cinema, senza un teatro, senza luoghi di aggregazione per i giovani, senza stimoli, una città piatta di inverno con poche luci e pochi locali dove ci si può dare solo all’alcool; una città che d’estate si arricchisce solo di scarsa qualità ed ora anche scarsa quantità, una città sempre più vecchia e lontana dai giovani, una città dove pochi eroi cercano di opporsi al degrado ed a una crescita culturale uguale a zero, una città rappresentata sempre dagli stessi politici, colpevoli soprattutto di non aver guardato al futuro ed alla cittadinanza ma solo al piccolo orticello ed ad un presente sempre più meschino. Noi, come associazione Con Noi Donne ci abbiamo provato in varie maniere, anche in politica dove, nel nostro programma elettorale al primo punto recitava l’incremento della popolazione a 25.000 abitanti, unico spunto capace di dare una risposta efficace a molte delle manchevolezze del nostro paese. 25.000 abitanti significava una città, una realtà metropolitana che, da sola, crea e determina una vera rivoluzione con la soluzione obbligatoria e non politica di alcuni degli annosi problemi del paese: non si può bloccare la crescita di una città ma, se non si interviene, si può far morire un paese. Nessuna scusa, nessuna giustificazione ad una bestia viscida e letale quale la droga, ma un invito a pensare soprattutto ai nostri figli , quali genitori e quale stato, ed allontanare da loro, per quanto possibile ansie e paure offrendogli cultura, svago, amore e figure e luoghi di riferimento per questa età che è un epopea e deve essere vissuta con spensieratezza ma anche con gli strumenti per potersi disegnare un orizzonte, un futuro reale e non gli scenari fatui e provvisori di quella maledetta polverina bianca.
09-08-2012
VI AVEVAMO CHIESTO……
Vi avevamo chiesto un mare pulito, un turismo di qualità e meno invasioni barbariche, vi avevamo chiesto tolleranza zero e spiagge libere da venditori ambulanti e questuanti petulanti, vi avevamo chiesto di tutelare il decoro della città liberando le SIECI da Camper e nomadi, vi avevamo chiesto un maggior controllo dell’Appia e del lungomare e ci troviamo con gare di auto e moto tutte le notti, vi avevamo chiesto di intervenire sulla sosta selvaggia in alcune strade della cittadina, vi avevamo chiesto di fermare il lento declino, l’abbandono, la fine preannunciata di questa località balneare. Lo avevamo chiesto e nessuno ha risposto. Nessuno, non la giunta, non il consiglio, non la maggioranza, non la minoranza e soprattutto non gli imprenditori ed i cittadini. Gli uni si lamentano, sono alla canna del gas ma non si ribellano e non hanno spirito di iniziativa e di gruppo, gli altri, i cittadini assistono in silenzio e si accontentano di raschiare il fondo, fregandosene delle generazioni future e soddisfatti del “bottino” accumulato alle poste nei decenni precedenti. Tutti colpevoli, autoassoltisi con l’alibi della crisi italiana e molti incapaci, per paura od altro, di puntare il dito verso i protagonisti, attuali e passati, di questo degrado. Non cercate alibi, Mondragone ha avuto un aumento di presenze del 30% negli stabilimenti anche grazie ad una squadra di vigili che ha completamente debellato l’ambulantato ed i questuanti. La gente vuole tranquillità, sicurezza, pulizia, svago, tutti sostantivi di un passato ormai lontano dalle nostre parti. E non puntiamo il dito sul facile bersaglio di colui che rappresenta il Comune; facciamoci la domanda che si faceva Kennedy: non chiederti cosa fa lo stato per te, chiediti tu che fai per MInturno. Signor Sindaco è giunto il momento di porre mano agli spunti più qualificanti dei programmi elettorali di maggioranza ed opposizione; creiamo un tavolo permanente per la programmazione del futuro di Minturno-Scauri, diamo una speranza a chi ama questa città.
27-07-2012
E infine impressiona un’altra loro sottolineatura: questa crescita è «particolarmente drammatica per alcuni tumori», che risultano «in netta controtendenza non soltanto coi dati italiani, ma anche coi dati delle altre province della Campania, dove i tassi sono stabili e ancora inferiori al dato nazionale».
05-07-2012 PORTO?
Camper o non Camper 17-06-2012
In bocca al lupo 27-05-2012
Caro sig. Sindaco 17-05-2012
Un vero successo: siamo stati sconfitti (15-05-2012)
A NAPOLI E CASERTA IL CANCRO UCCIDE DI PIÙ
Negli ultimi venti anni «in provincia di Napoli (città esclusa, ndr) si sono avuti incrementi percentuali del tasso di mortalità per tumori del 47% fra gli uomini e del 40% tra le donne, incrementi che sono stati rispettivamente del 28,4% e del 32,7% anche in provincia di Caserta». Mentre in Italia, negli stessi ultimi venti anni, «i tassi sono viceversa rimasti tendenzialmente stabili» e «al Nord sono addirittura diminuiti».
Prendiamo alcune singole patologie oncologiche: ad esempio il tumore del colon retto. in provincia di Napoli nel triennio 1988/1990 si riscontra negli uomini un tasso del 17,1 (su 100mila abitanti, ndr.) negli uomini, che nel periodo 2003/2008 sale al 31,3», mentre nelle donne gli stessi tassi per gli stessi periodi sono «16,3 e poi 23». Situazione identica a Caserta: «19,3 (sempre per 100mila) per i maschi dal 1988 al 1990 e 30,9 dal 2003 al 2008», con «16,4 e poi 23,8 nelle donne». Al contrario i tassi italiani, per lo stesso tipo di tumore e gli stessi periodi, «sono stabili, passando dal 33 al 35 negli uomini e dal 30,5 al 29,3 nelle donne».
Ancora. L’aumento del tasso di mortalità femminile per tumore del polmone (che è il più alto in Italia) a livello nazionale è al 45%. E invece «l’incremento è stato superiore al 100% nella provincia di Napoli ed al 68% in quella di Caserta». Rimanendo alle donne, il tasso di mortalità per tumore alla mammella, che era 21,4 in provincia di Napoli nel 1988/1990, è aumentato fino a 31,3 nel 2003/2008, mentre in Italia passava da 37,6 a 37,7.
Un altro esempio, stavolta riguardante gli uomini: il tasso di mortalità maschile per tumore al fegato registrato in provincia di Napoli nel 1988/1990 era 22,1 e quello in provincia di Caserta 22,3, livelli cresciuti via fino al 2003/2008 rispettivamente a quota 38 e 26,4. Nello stesso periodo, al contrario, questo tasso su scala nazionale è diminuito da 12,3 a 10,7 per 100mila.
Questi i dati tratti dai tassi di mortalità dell’ISTAT. Questi dati necessitano di risposte. Non si ci trinceri dietro un silenzio, la gente, noi, vogliamo delle risposte.
Prendiamo alcune singole patologie oncologiche: ad esempio il tumore del colon retto. in provincia di Napoli nel triennio 1988/1990 si riscontra negli uomini un tasso del 17,1 (su 100mila abitanti, ndr.) negli uomini, che nel periodo 2003/2008 sale al 31,3», mentre nelle donne gli stessi tassi per gli stessi periodi sono «16,3 e poi 23». Situazione identica a Caserta: «19,3 (sempre per 100mila) per i maschi dal 1988 al 1990 e 30,9 dal 2003 al 2008», con «16,4 e poi 23,8 nelle donne». Al contrario i tassi italiani, per lo stesso tipo di tumore e gli stessi periodi, «sono stabili, passando dal 33 al 35 negli uomini e dal 30,5 al 29,3 nelle donne».
Ancora. L’aumento del tasso di mortalità femminile per tumore del polmone (che è il più alto in Italia) a livello nazionale è al 45%. E invece «l’incremento è stato superiore al 100% nella provincia di Napoli ed al 68% in quella di Caserta». Rimanendo alle donne, il tasso di mortalità per tumore alla mammella, che era 21,4 in provincia di Napoli nel 1988/1990, è aumentato fino a 31,3 nel 2003/2008, mentre in Italia passava da 37,6 a 37,7.
Un altro esempio, stavolta riguardante gli uomini: il tasso di mortalità maschile per tumore al fegato registrato in provincia di Napoli nel 1988/1990 era 22,1 e quello in provincia di Caserta 22,3, livelli cresciuti via fino al 2003/2008 rispettivamente a quota 38 e 26,4. Nello stesso periodo, al contrario, questo tasso su scala nazionale è diminuito da 12,3 a 10,7 per 100mila.
Questi i dati tratti dai tassi di mortalità dell’ISTAT. Questi dati necessitano di risposte. Non si ci trinceri dietro un silenzio, la gente, noi, vogliamo delle risposte.
A COSA E’ DOVUTO QUESTO AUMENTO?
E infine impressiona un’altra loro sottolineatura: questa crescita è «particolarmente drammatica per alcuni tumori», che risultano «in netta controtendenza non soltanto coi dati italiani, ma anche coi dati delle altre province della Campania, dove i tassi sono stabili e ancora inferiori al dato nazionale».
E’ quindi un problema circoscritto e questa riflessione aggrava l’urgenza delle risposte.
Il dibattito nasce da un provvedimento dell’ex Commissario Greco che, andando via non si sa per quale ragione, ha approvato un PUA che prevede la ristrutturazione degli ormeggi a Monte d’oro con la costruzione di una banchina alta 3 metri. Tutta la sinistra e lo stesso sindaco Graziano si sono espressi, per fortuna, negativamente su questa proposta. Il lungomare di Scauri rappresenta una bellezza naturale che non deve essere deturpata da nuovo cemento. Questo è un dato di fatto al quale la nostra associazione Con Noi Donne vuol aggiungere le sue riflessioni. Concordiamo totalmente su quelli che si oppongono a tale proposta e riteniamo che questo dibattito possa essere utile a definire, una volta per sempre, la cornice ed i contenuti del problema porto. Non è possibile asservirsi ad un dogma quale: il porto a Scauri non si deve fare, Scauri è una località turistica marina e non puo negarsi a diportisti e, soprattutto ai naviganti con barche di certe dimensioni. Si tratta del turismo di elite, si tratta di dare la stura ad una imprenditoria dedicata, si tratta di creare posti di lavoro specifici e nell’indotto, si tratta di porre rimedio ad una richiesta di posti barca che non può soddisfare Gaeta (al completo) e neanche Formia che non riesce a programmare. Non si può pensare che l’ecoattracco, proposto da alcune liste, possa rappresentare la panacea; esso è la soluzione (necessaria ed obbligatoria) per la flotta di pescherecci ma rappresenta anche e solo, la soluzione per il posto barca di amici e parenti minturnesi. No l’opzione porto deve essere valutata e percorsa sino in fondo ma solo se l’ipotesi vincente sia quella di localizzare il porto nei pressi della foce del Garigliano. Associato ad uno sforzo comune con la regione Campania per rendere navigabile il Garigliano, potrebbe servire un vastissimo territorio, anche interregionale. Un investimento quindi potenzialmente foriero di moltissimi benefici a cui, se progettato con buonsenso, nessuno dovrebbe opporsi, neanche gli ambientalisti “di principio”, visti gli sviluppi futuribili. Ne siamo tanto convinti che siamo anche disposti a presentare al sindaco Paolo Graziano, un gruppo di imprenditori, a noi vicini, disposti a finanziare totalmente l’impresa utilizzando tecnici e manodopera locale. Ecco, si decida, si o no, ma senza pretestuose scusanti, neanche quelle economiche.
Associazione Con Noi Donne
Camper o non Camper 17-06-2012
Questo il dilemma o forse, rispondendo Si, si trova finalmente una sistemazione alle SIECI. Come tutte le estati e grazie al passaparola, che tra di loro funziona in maniera perfetta, il venerdi sera od il sabato, l’area di parcheggio delle SIECI è sede di un caravanraduno di Camper. 5 euro di sosta, l’acqua chiesta ai lidi, la spiaggia libera, il pranzo preparato nel cucinino ed eccoti confezionata una bella vacanza. In tempi di crisi sarebbe il caso di non farci caso ma la filosofia del tollera tutto ha già declassato la nostra Minturno a sede turistica di serie B a tutto vantaggio delle altre stazioni sudpontine (sarà voluto?). Oltre i camper l’invasione di extracomunitari sulle spiagge che ti vendono di tutto con modi sempre più arroganti, la moltiplicazioni dei residenti nella stessa abitazione in fitto (tre prenotano e 12 ci dormono tutta l’estate), il turismo mordi, sporca e fuggi, i soggiorni obbligati, i panni stesi sui balconi, quali bandiere, a disdoro dei palazzi (altro che bandiera blu – Minturno è la città delle bandiere di tutti i colori), le spiaggine ad occupare le battigie, di fatto risolvendo il problema della maggiorazione dei costi degli ombrelloni in prima fila, ed infine una variopinta sfilata di mise di tutte le fogge, quelle inguardabili. Ritornando ai Camper l’art. 185 del codice della strada prevede che possano sostare solo se non montano i piedini e non cacciano gli scalini, solo sosta che, in genere, viene pagata in maniera doppia rispetto all’auto perché il camper occupa uno spazio maggiore. Decidiamoci, o attrezziamo le aree per i camper e li facciamo pagare come in tutta Italia o tra poco il parcheggio si riempirà a tutto svantaggio di turisti o pulmann che almeno la domenica affollano i nostri Lidi. Signor Sindaco, non se ne abbia se diamo voce a chi mugugna e non parla o rappresentiamo il grillo parlante di Pinocchio. Il fine è il bene di Minturno, il tramite l’amore verso la nostra città, il mezzo…..beh almeno quello se lo carichi Lei.
Arena Mallozzi 06-06-2012
In bocca al lupo 27-05-2012
Nell’augurare un buon lavoro al neoeletto sindaco auspichiamo che voglia fare suoi due dei punti del nostro programma che riteniamo qualificanti e moltiplicatori in un processo di crescita obiettivo auspicabile della prossima amministrazione. L’aumento del numero dei residenti e la realizzazione di un Hospice a Minturno rappresentano, l’uno risposta alle esigenze economiche, ai sei milioni di metricubi liberi durante l’anno ed alla necessità di dare un respiro metropolitano al nostro paese, l’altro una qualificante destinazione che darebbe all’ospedale una ragione di essere dall’alto valore morale. Se i 147 milioni di euro, destinati dalla regione nel 2012 ai piani di riqualificazione urbana per le cittadine al di sopra dei 25.000 abitanti, rappresentano una risposta esauriente e concreta ad un obiettivo sottovalutato da altri (obiettivo da raggiungere con meccanismi premianti per proprietari ed inquilini facilitato da una campagna promozionale per città e cittadine viciniore), l’Hospice a Minturno potrebbe dare la stura ad un piano sanitario territoriale da completare con Minturno capitale sudpontina della riabilitazione, dalla terapia del dolore, al malato terminale, alla cultura universitaria specifica. Una amministrazione lungimirante, come speriamo e siamo sicuri sarà quella uscita dalle urne, non sottovaluta, di certo, indicazioni e progetti di chi, degno avversario seppure con una connotazione tanto specifica (Con Noi Donne), ha saputo coagulare consenso e, come dichiarato, sarà sempre presente sul territorio quale punto di ascolto e fucina per un fattivo laboratorio politico di ispirazione civica e liberale. In bocca al lupo:
Vanda Anselmi – Capolista lista civica “Con Noi Donne”
Caro sig. Sindaco 17-05-2012
Caro Sindaco, Dott………………..
Mi permetta, innanzitutto, di farle i complimenti per la vittoria al ballottaggio che le assicura l’amministrazione della nostra città di Minturno. Mi creda è per me difficile chiamarla città perché tante sono le insufficienze e le mancanze che allontanano la nostra Minturno da questo titolo. Forse il compito più gravoso, se Lei vorrà affrontarlo, sarà proprio quello di dare un respiro metropolitano a questo stanco, avvilito e abbandonato paese della riviera pontina. Mi permetta di consigliarLe di avere sempre in mente questo obiettivo che, se raggiunto, potrebbe dare una svolta positiva a tutto il territorio ed ai suoi cittadini. Per fare ciò bisogna, però, cambiare uomini e cose. Cambiare gli uomini significa dare un esempio costante e dei messaggi precisi. Basta favori, eccezioni, occhi di riguardo e quant’altro dia l’immagine, ancor oggi presente, di un Comune affidato a pochi ed agli amici dei pochi; solo diritti e doveri ben chiari o addirittura tramutati in norme, protocolli e procedure per i due versanti del convivere tra istituzione e cittadino. L’utilizzo poi di figure tecniche interne all’amministrazione od esterne ad essa nei vari settori, allontanerebbe dalla gestione quel pressapochismo, quell’improvvisazione, quel sufficiente e non ottimo che ha contraddistinto gli ultimi decenni di gestione. Trasparenza, controllo dei processi e valutazione dei risultati renderanno poi pulita e trasparente la macchina amministrativa. Riteniamo poi che le figure assessorili debbano essere considerate gli occhi e le orecchie dell’amministrazione nei vari versanti del vivere sociale chiamando gli stessi ad una assidua presenza sul territorio o presso le istituzioni di riferimento. Niente palcoscenici o ribalte ad uso proprio ed una maggiore corresponsabilità tra i vari settori. Troppe volte un settore si è dimostrato presente ed efficiente ma colpevolmente silente sulle inefficienze di altri settori; la giunta deve essere momento di confronto e scontro propositivo e di valutazione del prodotto. Su questo non abbia remore: una squadra che remi tuta in un’unica direzione e tutti con la stessa forza, pena la messa in discussione del ruolo. Pochi obiettivi ma realistici e con una programmazione che preveda un inizio ed una fine ed il responsabile del procedimento. Non sottovaluti, sempre per quanto attiene all’obiettivo di cambiare Minturno da paese a città, il contributo di idee che abbiamo fornito in sede di campagna elettorale: un aumento dei residenti dagli attuali 19.000 ai 25.000 in 5 anni avrebbe una serie di effetti positivi: innanzitutto un aumento delle entrate del comune; il solo aumento numerico ed il confronto con nuove esperienze o trascorsi rappresenterebbe, da solo, fattore di crescita; 25.000 abitanti significa, anche, accedere alla possibilità secondo legge di creare delle zone di “porto franco” stimolo agli investimenti produttivi ed accedere a fonti di finanziamento istituzionale precluse per le città al di sotto dei 25.000 abitanti; porrebbe rimedio all’inutilizzo di circa 6 milioni di metri cubi di case, allo stato non solo occupate solo nel periodo estivo (quando va bene e spesso senza contratto), ma sempre più degradate dal non uso, dalla qualità del confort proporzionata alla qualità delle afferenze e da una mentalità che speriamo non sia insita anche nelle nuove generazioni. Come raggiungere questo risultato spetta a Lei deciderlo, noi avevamo pensato a dei meccanismi premianti per proprietari e per nuovi residenti ma si potrebbe addirittura ipotizzare dei meccanismi disincivanti per i possessori di seconde e terze case non occupate. Minturno non deve cambiare o meglio cambia se cresce, altrimenti, come una vecchia prima attrice (del turismo), morirà di ricordi, di nostalgia e di piccoli egoismi. Bisogna pensare in grande e questo è il motore del secondo capitolo: cambiare le cose: Per questo capitolo pochi suggerimenti visto che il solo ostacolo ai sogni è rappresentato dalle risorse economiche. E’ evidente che questo limite può essere superato solo da una serie di favorevoli rapporti con l’istituzione provincia e regione, con un ufficio dedicato ai fondi europei o l’utilizzo di un’agenzia referenziata con cui collaborare alla ricerca di fondi e con una politica fatta anche di partenariati con le associazioni di volontariato e con l’imprenditoria privata. Fattore favorente, certamente una politica comprensoriale che favorisca lo sfruttamento di tutte le opzioni presenti sul territorio e si benefici di una collaborazione figlia di un unico obiettivo. La cultura rappresenta certamente un’arma potentissima ed un alleato prezioso per gli obiettivi che ci siamo preposti. L’analfabeta, lo scarsamente preparato, il figlio dell’ignoranza rappresenta un ostacolo alla crescita, mentre chi ama il sapere, chi ama il bello, chi ama e sfrutta i meccanismi messi a disposizione dal progresso tecnologico, rappresenta un alleato prezioso per un discorso ambizioso. E’ necessario quindi, una biblioteca, un cinema, l’utilizza a pieno del teatro romano, l’incontro fattivo tra le istituzione scolastica ed il Comune per trovare indirizzi ed obiettivi comuni di crescita sociale e culturale; un turismo non più solo di quantità e non più solo relegato ai mesi di luglio ed agosto; un porto turistico al Garigliano con prospettive di crescita economica legata al settore nautico; lo sfruttamento, nel pieno rispetto della natura, del territorio e delle bellezze naturali; la messa in atto di un piano turistico comprensoriale; l’accordo con la regione campania per la navigabilità del Garigliano; lo sfruttamento turistico, la valorizzazione di alcune tradizioni e prodotti locali, quali ambasciatori nel mondo della nostra città; la realizzazione di alcune manifestazioni, non solo estive, con il carattere della nazionalità ed internazionalità; un ruolo attivo nella filiera sanitaria del territorio quale polo della riabilitazione, terapia del dolore ed Hospice; il miglioramento delle condizione del pendolarismo con miglioramento dei servizi di raccordo tra Minturno e le tre metropoli viciniore (Napoli-Caserta-Roma; la creazione di nuove opzioni di raccordo con gli altri centri; la realizzazione di una stabile via del mare nei mesi estivi, che colleghi Minturno a Formia e Gaeta; la creazione di un camminamento (tunnel o palafitte) che trasformino il lungomare di Scauri-Minturno in un’unica passeggiata dal monte d’oro a monte d’argento; la valorizzazione del patrimonio archeologico; una zona attrezzata per campers; la messa a norma ed il miglioramento di tutti gli impianti sportivi con potenziamento delle attività veliche e di tavola; una struttura attrezzata per congressi, convegni e corsi di formazione cambiando destinazione e riattando situazioni architettoniche già presenti sul territorio ed in disuso (scuola-altro); la realizzazione di un marchio e di un consorzio pubblico-privato per definire gli standard di qualità e certificarli e per promuovere il turismo cittadino. Tanti altri potrebbero essere i progetti e spetterà all’amministrazione comunale scelte e tempistica. In uno con la progettazione è necessario adeguare e rendere efficiente l’esistente: il manto delle strade ed il completamento dei marciapiedi, in uno con un rinnovato piano viario che preveda la pedonalizzazione del lungomare o parte di esso nel periodo estivo; un piano assistito per la ristrutturazione delle facciate degli immobili e della riqualificazione degli ambienti offerti al mercato turistico; una raccolta differenziata adeguata ed efficace; un adeguato e piacevole arredo urbano; la messa in opera di bagni chimici nelle spiagge libere; un tavolo di concertazione con i proprietari degli stabilimenti balneari per ottimizzare la stagione estiva ed assicurare un lungomare non deserto di inverno; un’azione costante sull’operato della polizia urbana e sull’opera dei carabinieri; un impegno costante sulle istituzioni per evitare i soggiorni obbligati, ed ancora altro in questo importante capitolo.
Caro signor Sindaco, tutto ciò che Le abbiamo scritto è realizzabile, certo non tutto subito e con l’evidente aiuto di istituzioni pubbliche e private e, se permette, anche con il nostro aiuto, l’aiuto che viene dal volontariato pronto sempre a sostenere una amministrazione con le idee chiare ed un operare efficiente ed efficace. Lei può cambiare il destino di questa città, non da solo e non senza scontentare qualcuno per le scelte di indirizzo. Vada avanti e noi la giudicheremo per questi cinque anni così come prevede la democrazia; non permetteremo ad alcuno di remare contro, come non permetteremo a nessuno di ostacolare un cambiamento, se indirizzato nella giusta direzione. Trovi anche il tempo di essere presente tra i cittadini, non per mania di protagonismo o per raccogliere consensi e lodi ma per essere sempre informato sui fatti e sugli accadimenti in un costante controllo non mediato da altri che potrebbero avere altri scopi. Noi, per ora, ci limitiamo a darle il nostro: “In bocca al lupo e buon lavoro”
Vanda Anselmi
Un vero successo: siamo stati sconfitti (15-05-2012)
EGREGIO SIG. SINDACO
Caro Paolo, o chiarissimo signor Sindaco, neoeletto a Minturno,
finalmente è terminata questa campagna elettorale e finalmente si potrà passare dalle parole ai fatti. Non importa chi ha scritto i programmi elettorali o da dove sono stati copiati. A dire il vero, credo e non perché sono di parte, che il miglior programma fosse quello dell’avvocato Faticoni scritto, quasi integralmente da mio marito. Non è difficile spiegare il perché e lo voglio fare sperando che Tu, che Lei, voglia rileggerselo e prendere spunto. E’ evidente a tutti, anche a chi non si occupa di economie sociali o dinamiche ambientali, che Minturno ha un peccato originale: è un paesotto, reso più paese dalla maggioranza dei cittadini rappresentati dalla seconda generazione post-bellica. I figli di quei padri costituenti il primo nucleo di qull’ameno agglomerato di case presso il mare, meta di turismo di elite. Uomini e donne abituati ad avere nel mattone, nelle case, il solo ed unico investimento possibile, uomini e donne che hanno vissuto per anni con il lavoro di quei tre mesi di estate quando i turisti affollavano abitazioni e spiagge favorendo un’imprenditoria fatta di sole mura, pochi mobili, molti letti, ed una bella spiaggia. Poi le seconde case di cittadini delle metropoli viciniore presenti solo a luglio od ad agosto e contribuenti di quel vivere ameno e felice che si esauriva a settembre con il ritorno alle serrande abbassate, ai prezzi per i locali, ai pettegolezzi, alla filosofia del paese, ed al conto alla posta in attesa di ulteriori investimenti immobiliari. Poi le mete turistiche sono cambiate (vince la concorrenza che si attrezza), le ferie si sono ridotte, le attività paraturistiche si sono chiuse per mancanza di afferenze (cinema od altro), i napoletani e casertani, dopo il boom calabrese si sono accorti di Scauri assommando scarsa qualità, alla scarsa quantità ed al mordi e fuggi domenicale. In questo divenire, o forse è meglio dire, decadere, la gente non è cambiata e, per averne una conferma, basta vedere come sono rimasti uguali mobili e suppellettili che adornavano gli appartamenti da fittare. Minturno è infatti la capitale del vintage nell’arredamento: le credenze scrostate che avevano accolto le torte delle nostre nonne, i lampadari di filosofia minimalistica caratterizzati da una lampadina appesa ad un filo. Ecco, il ridente ritrovo turistico degli anni 60 è ritornato ad essere paese, un paese come tanti, anzi, sempre più degradato dal tempo, dagli abusi edilizi, dal compiacente immobilismo amministrativo, da quella filosofia paesana che non può che essere, seppure genuina interpretazione di un sociale umile ed onesto, baluardo ad ogni possibile tentativo di ripresa. Un esempio illuminante: Io e mio marito abbiamo lasciato Napoli, Napoli della camorra degli scippi, delle buche, per ritrovare un po di serenità e poter passeggiare sul lungomare apprezzando natura ed emozioni, scevri da nefandezze. L’aumento demografico, portare a Minturno giovani coppie o persone in pensione, occupare quei sei milioni di metricubi di immobili sfitti, utilizzare strategie premianti per i nuovi residenti e per chi favorisca questo progetto, è, e dovrebbe essere, il primo obiettivo da perseguire. Risultato, una nuova linfa che attraverserebbe il corpo cadente ed invecchiato di Minturno ravvivando l’economia e trasformando il paese in città, il paesano in cittadino, il lavoratore trimestrale in un imprenditore compiacente. Come ad una pianta a cui versi concime, così il paese prenderebbe fattezze metropolitane e le soluzioni sarebbero obbligatorie e susseguenti ai bisogni di una nuova e più numerosa presenza cittadina. Ecco, solo di questo volevo parlare, almeno per ora, anche se ritengo che si possano e debbano fare altre cose per raggiungere il risultato…………. Almeno chè …………se nulla cambia…….non cambia nulla neanche il mio ruolo, qualunque esso sia, grande o piccolo, manifesto piccolo egoismo di paese che ha condizionato il nostro presente ma che, glielo prometto anche a nome delle altre organizzazioni di volontariato che rappresento in questo momento, non deve e non potrà condizionare il mio futuro e quello dei iei figli.
Cordiali saluti
Vanda Anselmi.
Nel 2002, l’associazione Sporting Club scauri scriveva: Salviamo l’Arena Mallozzi. Chiusa nel 1996, è stata riaperta Venerdì 21 Agosto 2009 con una maratona di basket che vide impegnati tutti gli ex atleti e testimoni di tante partite. Ora è di nuovo abbandonata, solo alcune volte occupata da ragazzi che vogliono giocare a pallacanestro ma, sempre più spesso, violata da bande di ragazzini che, nella migliore delle ipotesi, si accaniscono in poco eleganti partite di pallone dissacrando quel parquet di cemento ricco di tante storie. Signor Sindaco l’Arena Mallozzi deve vivere accogliendo ogni giorno gli amanti del Basket ma, non può e non deve divenire luogo di schiamazzi o di accozzaglie di giocatori con i piedi che non hanno assolutamente il senso del rispetto dei luoghi e, in questo caso, anche della storia. Ci affidiamo a Lei; l’Arena deve essere presidiata, deve essere affidata al controllo quotidiano degli addetti del comune o deve essere siglato un accordo (annuale) con una libera associazione che se ne carichi il peso della manutenzione ordinaria e del controllo degli accessi con la possibilità, da parte del Comune, di potervi organizzare, o dare autorizzazione congiunta a farlo, eventi utili al calendario turistico della nostra cittadina.
Un vero successo, siamo stati sconfitti. Sembra un controsenso ma non lo è; le nostre liste hanno raggranellato 3499 voti, appena 89 meno della corazzata Stefanelli (UDC-PD-FLI-IDV e tanti soldi) e soli 150 voti in meno di Graziano, sindaco per decenni di Minturno e sicuramente destinatario di molti voti disgiunti dal PDL. Le nostre liste senza un partito alle spalle si sono fare onore: Città Nuove della Polverini ha raggiunto l’11.6%. Minturno Domani il 10.7% ed, a concludere, la lista Con noi donne è stata con il suo 2.40% la 11’ lista su un totale di 19 liste. Ed allora cosa non è andato?, perché non siamo giunti al ballottaggio? Ognuno ha le proprie risposte ma credo che la freddezza dei numeri ci deve aiutare a riflettere. L’arma vincente di Graziano è stata quella di essere partito per tempo e prima degli altri, quella di Stefanelli una diffusa campagna mediatica che ne ha fatto il paladino del nuovo rispetto a certe cariatidi in lizza. Noi, in attesa che la PDL, nostro bacino politico, assumesse delle decisioni abbiamo messo mano in ritardo alla composizione delle liste ed all’inizio della campagna elettorale (qualcuno si domanda: ma questo ritardo era nei fatti o tristemente colpevole? – ai soliti posteri l’ardua sentenza). L’essere partiti tardi, di fatto, ci ha ridotto il numero di possibili candidature appetibili in senso numerico. Per riempire le liste si sono inseriti candidati con uno scarso bacino di voti o candidati con lo stesso bacino di voti di altri contendenti delle nostre stesse liste. I numeri (freddi e veritieri): solo il 30% dei nostri candidati ha superato i 50 voti; il 40.6 dei nostri candidati ha ricevuto da 0 a 10 voti; e non è tutto!. Mentre Graziano e Stefanelli arricchivano il successo con un bilancio di consensi personali, questo non succedeva per Faticoni. Uomo di Scauri paga, rispetto agli altri, una minore visibilità, la mancanza di un organizzazione efficiente ed efficace ed il prevalere dei sentimenti nella scelta dei compagni di viaggio. Ed ora?, la sconfitta della nostra coalizione, la sconfitta di 64 candidati ( forse meno uno – il solito- che rientra da sconfitto tra i consiglieri) diventa vittoria del nostro capolista tirato dalla giacchetta da entrambi i candidati al ballottaggio che, in un crescendo di proposte, tipo serata da Sotheby’s, attende alla finestra il concretizzarsi di una proposta e le indicazione dal nostro lume tutelate, il Governatore Polverini (allo stato la nostra più grande soddisfazione morale e politica). Questo renderà, probabilmente, meno amara la sconfitta e darà la possibilità a chi tanto si è speso in questa campagna elettorale, di poter ancora contare nel futuro di Minturno. Ed IO?; “ Io, speriamo che me la cavo”. Così diceva il protagonista di un bellissimo film e rispecchia il nostro stato d’animo. Innanzitutto un GRAZIE, grande come una casa, a tutti quelli che CI hanno votato, a tutti quelli che ci hanno difeso a spada tratta, a chi si è schierato apertamente con noi, a chi ci ha deriso-criticato, grazie anche chi involontariamente ha sbagliato a votare perso tra le 19 liste e gli infiniti candidati, a chi ci ha sorriso vedendo le nostre facce stanche, a chi ha ascoltato i nostri discorsi logorroici, a chi ci ha fatto scoprire nuovi amici amiche, a chi ci ha sorriso fantasma dietro la finestra per paura di ritorsioni, a chi ha considerato il nostro progetto un ghettizzare la donna (patetico sentire nel 2012 simili sterili frasi). I NOSTRI VOSTRI voti, dimezzati, o meglio tramezzati da scelte di candidature inopportune ed inutili, rappresentano solo un aspetto della NOSTRA campagna elettorale. Io ed Irene Sparagna abbiamo dimostrato che si può non essere egocentrici e malati di protagonismi, facendo una campagna dedicata solo al voto del Sindaco. Va bene così; ora torniamo ad impegnarci CAPARBIAMENTE, DI PIU’ dopo questa parentesi elettorale, nel campo del socioculturale-volontariato. Queste elezioni ci sono servite a chiarirci le idee sui prossimi nostri compagni di viaggio. CON NOI DONNE, nostra creatura, rimane viva seppure epurata da chi ha pensato al successo personale, da chi non ha fatto gruppo, da chi, per colpe non proprie ma vittima di una cultura approssimativa o messa al servizio di un egocentrico e meschino orizzonte, non ha saputo amare un gran bel progetto a favore della nostra città. Un’ultima annotazione: prendete appunti; CON NOI DONNE , con il suo simbolo voluto e difeso contro tutto e tutti resta con le sue radici ben salde nel terreno, e con i suoi rami sempre disposti a protendersi nell’infinito futuro che ci si paleserà di volta in volta, tra cinque anni ci sarà con un candidato donna (o forse più di una); ebbene una preghiera … coltivate l’orticello guardando il sole da svariati orizzonti. CON NOI DONNE sarà sempre un passo dopo il già visto e il già sentito, sarà sempre quella voce concreta e presente per tutti voi. Vi dobbiamo lasciare per un appuntamento con il NOSRO-VOSTRO futuro non possiamo mancare.
Un voto "giusto" (01-05-2012)
Casalinga per scelta (ho lasciato l’insegnamento all’asilo – amo i bambini), poi il doppio lavoro, casalinga ed autista per i figli nelle varie occasioni (sport, musica, amici ed altro). Ed ancora, come compagna, volontariato in sanità, dapprima insieme a mio marito, poi ho assunto un ruolo di responsabilità in Dimensione civica, una lega di consumatori ed, infine ho accettato la presidenza della sede sud-pontina di House-Hospital. Le donne continuano ad essere poco rappresentate in tutte le assemblee legislative nazionali. Le quote rosa costituiscono un rimedio amaro da sostituire con il coinvolgimento ed il sostegno degli uomini passando dall’obbligo alla convinzione. Eppure chi meglio di noi può interessarsi di amministrazione, di problemi sociali di gestione delle risorse essendo soprattutto noi donne nelle realtà locali a vivere i problemi quotidiani. Dire donna significa smorzare i toni del discorso,trovare una soluzione e non intestardirsi, essere pratici e non troppo idealisti: insomma, pragmaticità, buonsenso, capacità di ascoltare gli altri e di saper cambiare opinione, collaborazione con tutti, saper mantenere la calma in tutte le occasioni e non avere pregiudizi. Queste le doti delle donne e, per le quali, da una convinzione di MAURIZIO FATICONI , e da una mia battaglia iniziata la scorsa tornata elettorale, è nata una lista di sole donne. Noi donne quando amiamo amiamo con tutto noi stesse e con tutte le nostre forze, ed Io amo Minturno, Scauri le frazioni. Maurizio Faticoni e la nostra lista sono una mia scelta e lo saranno sino in fondo perché ci credo. Votami per ricostruire Minturno, per darle un turismo anche di qualità, per farla diventare, aumentando i residenti, una piccola città con le aspirazioni della città, perdendo le negatività del piccolo paese, votami per avere un Hospice a Minturno con, dislocata, una laurea breve in fisioterapia, votami per migliorare l’azienda Comune e per dare dignità ai cittadini, votami per……insomma votami e costruiamo insieme il nostro futuro.
Appello (24-04-2012)
Amiche, amici, donne ed uomini di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali. E’ arrivato il momento delle scelte, è arrivata l’ora di decidere, è il momento in cui si decide il futuro della nostra città e quindi, il futuro del nostro vivere quotidiano e quello dei nostri figli. Non possiamo sbagliare perché due anni di commissariamento e cinque di una ipotetica amministrazione non convincente, darebbe un colpo mortale alle già disagiate condizioni socio-economiche e moralI della nostra Minturno. Una città, allo stato, mediocre nel vivere con un risveglio estivo fatto di un turismo di bassa qualità a cui si associa, quale pegno per i trenta denari che vengono pagati ai pochi possessori di case, o per i pochi spiccioli del turismo mordi e fuggi della domenica e del ferragosto, una realtà fatta di bruttezze, di micro delinquenza, di insulti all’estetica, di spiagge sporcate, di eserciti di persone stipate in una o due stanze a dormire anche sui pavimenti, in realtà abitative segnate dal tempo e dall’uso e nelle quali il solo concetto di investire risulta una bestemmia. Il turismo di qualità si sposta, con la correità di alcuni, verso San Felice al Circeo, verso Sabaudia, cittadine che vedono quelle presenze che, negli anni 60 avevano fatto la fortuna di Scauri. Abbiamo un Comune senza soldi e, da tempo, senza idee, abbiamo dei cittadini sfiduciati e dei giovani, senza prospettive spesso vittime di vizi o di ozi. Ebbene cinque volenterosi ci hanno illustrato i loro programmi, spesso faraonici o, di fatto, resi dubbi da appartenenze o da vecchie esperienze. Il mio pensiero, il mio invito nasce da una attenta disamina della storia e delle potenzialità oggettive di ognuno di loro. Volendo, ed essendo pignoli, potremmo trovare in tutti magagne o lati dubbi, ma bisogna essere concreti ed obiettivi e riconoscere che il programma di Maurizio Faticoni ha il crisma della concretezza e della affidabilità: un Sindaco di Scauri, libero da condizionamenti extracittadini ma pronto ad una politica comprensoriale con un occhio alle frazioni, un Sindaco portatore di un’esperienza positiva e di tanta preparazione, un Sindaco giusto ed onesto, un Sindaco con, alle spalle, una squadra di persone stimabili che saranno la vostra garanzia e il suo più determinato giudice, un Sindaco con cui aprire dei canali istituzionali forieri di risorse e di progettualità, insomma un Sindaco che può e deve essere il Sindaco. Dipende da te: VOTA MAURIZIO FATICONI
Chi dice Donna (17-04-2012)
Il Mago di Minturno (09-03-2012)
Sedici agguerrite candidate che, come sempre, lavoreranno il doppio degli uomini per poter dimostrare le loro capacità. In vetta a questa lista, la mia persona, ormai veterana delle campagne elettorali e felice di poter dare una mano a Faticoni soprattutto per quei punti di programma che mi trovano impegnata anche nella veste di presidente dell’associazione House-Hospital onlus, sezione sud-pontina.Il riordino della macchina comunale, l’incremento demografico teso a dare alla città un respiro metropolitano rimedio ai sei milioni di metricubi di case sfitte, l’ecoattracco per salvaguardare la pesca.
e per porre le basi per un porto turistico al Garigliano, l’Hospice, per malati terminali da porre nell’ospedale di Minturno e, nel quale, allocare anche un corso di laurea in fisioterapia, la toponomastica di tutto il territorio, e, in una progettualità di medio e lungo tempo, alcune opere importanti quali, il porto turistico al Garigliano, la riqualificazione dello stesso rendendolo navigabile e caratteristico sito turistico con piste ciclabili e, infine, un concorso progetto per unire i due lungomare, di Scauri e Marina di Minturno, separati da Monte d’argento. Questi i punti salienti che ci vedranno impegnate tutte anche alla ricerca di una frequentazione per porre le basi per un organismo di volontariato
Il Mago di Minturno (09-03-2012)
Ecco chi vedrei bene per risolvere i problemi di Minturno: candidato a Sindaco: Il mago di Minturno.
Innanzitutto si sono presentati tutti (ben 6-8 candidati) e non vedo perché non potrebbe presentare anche Lui la sua candidatura; Egli nella sua grandezza esoterica, elimina iettature, malocchio e fatture e quindi gli diviene facile eliminare rifiuti, trasformismo e burocrazia. Scultore di pietre potrebbe approfittare della propria arte per rompere le capatoste che dominano Minturno e con la sua formula magica: Alias, ales, duess potrebbe migliorare la qualità del turismo, le offerte di lavoro, far sparire la cocaina ed inculcare nei cittadini i concetti di solidarietà, dinamismo ed imprenditorialità. E’ vero che tra i candidati presentati o presentandi esistono già dei maghi, quelli del trasformismo, novelli Brachetti della politica che saltano da coalizione a coalizione, da partito a partito, di credo in credo con un solo obiettivo: il proprio interesse!!!
E’ vero la mia è solo una provocazione un po mescolata da un po di tristezza per l’incapacità di creare un vero fronte che abbia l’intento di migliorare questa nostra città che tanto bisogno avrebbe di grandi cambiamenti. Io la mia decisione l’ho presa, veramente da anni, ed insieme a Maurizio Faticoni continuiamo il nostro percorso politico. Maurizio sindaco ed una lista di sole donne determinate e con la voglia di affiancare quegli uomini, nuovi, puliti che abbiano i nostri sentimenti, i nostri intenti. La campagna elettorale è all’inizio ed Io ho voglia di dividere questo nuovo slancio con voi lettori. Ho bisogno del vostro calore, non un voto, ma la speranza di guardarmi intorno e trovare un po di amicizia e di condivisione.
Il mio slogan è: Aiutami a costruire il tuo futuro ed è un impegno che prendo ma è anche l’ammettere di avere tanto entusiasmo ma la necessità di condividere con voi impegni, programmazione, ma anche preoccupazione e difficoltà. Io ci sono, Maurizio Faticoni, credo, o anzi sono sicura, è la persona giusta ed è anche colui che ha sempre creduto nelle donne.
Allora, si parte e, vi ricordo, a differenza dello sport, l’importante non è partecipare, ma vincere per portare avanti le mie, le vostre idee
Vanda Anselmi Cremona
Lettera aperta alle donne di Minturno - (02-03-2012)
Care Amiche,
non è la prima volta che mi riferisco a voi per chiedervi un atto di fiducia. Anche in questa tornata elettorale amministrativa, che ci vede impegnate a decidere un nuovo sindaco ed un nuovo Consiglio comunale, ho deciso, seppure dopo una lunga riflessione, di offrire alla città ed a Voi tutte il mio contributo, su vostro mandato, per poter migliorare il nostro vivere e quello dei nostri figli qui a Minturno. Veramente sono molto delusa e, come sicuramente pensate oggi anche Voi, anche un po pessimista sulla possibilità che gli uomini che si sono candidati al difficile ruolo di Sindaco, abbiano la forza e la voglia di cambiare realmente qualcosa. Abbiamo assistito a cambiamenti di squadra a soggetti che lasciavano il partito per presentarsi da soli, a schieramenti che sembrano attaccati tra di loro con il solo collante della seduzione di una poltrona e di tutti i benefici diretti e, soprattutto, indiretti che se ne può ricavare. Non vi chiedo, infatti, un voto per un candidato o per una lista, anche se Io ho fatto le mie scelte, ma non posso dare garanzie a nessuno per gli altri. So di poter spendere la mia parola, la mia persona, so che non mancherò alle promesse, che non sparirò dopo le elezioni, so che il mio impegno non subirà variazioni qualsiasi sia il risultato elettorale, insomma un vostro voto conterà sempre, non sarà barattato, non sarà merce di scambio, ed Io farò di tutto, eletta o meno per dargli un grande peso. Quali sono i miei obiettivi, il mio programma?; sarebbe lungo raccontarlo tutto e, in molti punti assomiglierebbe a quello di altri candidati che almeno sulla carta dicono di voler raggiungere dei risultati. Io vi illustrerò solo il primo punto che è alla base di una vera rinascita della città: una città metropolitana di 25.000 abitanti, obiettivo raggiungibile in 5 anni con incentivazioni per i nuovi residenti e per coloro che metteranno sul mercato immobiliare gli immobili sfitti. Tutto ciò innesterebbe un meccanismo di crescita automatico per venire incontro alle necessità economiche e sociali di un centro di tali dimensioni; insomma sviluppo e progresso, cultura e sanità, occasioni di lavoro e di impresa. Ed in ultimo, e non per ultimo una serie di agevolazioni fiscali (porto franco) e di approccio ad alcune poste di bilancio da cui far scaturire fondi necessari per lo sviluppo.Ecco un vero progetto, un vero obiettivo cui puntare nei prossimi anni.
presentazione lista CON NOI DONNE (3-2-2012)
Diceva Oscar Wilde a proposito delle donne: "La forza delle donne deriva da qualcosa che le psicologia non può spiegare”, ma una donna deve sapere di potere essere protagonista della vita politica, della vita professionale, della vita sociale e della vita familiare, e deve essere consapevole di poter essere tutto questo con naturalezza e successo. Ma affinchè l’uscita dal silenzio non significhi rientrarvi subito dopo, dovremmo fare di questa manifestazione non una iniziativa eccezionale ma l’inizio di una pratica politica quotidiana e duratura, improntata alla consapevolezza di quanto possa essere costruttivo l’impegno femminile nel divenire della nostra cittadina.
Per molte di noi essere donna è legato a doppio filo alla presenza della famiglia che sostiene e ama. Il primo successo per ognuno di noi sta nella realizzazione personale, realizzazione che non è sempre e solo carriera, ma realizzazione che è soprattutto equilibrio, serenità, misura, buon senso.
La mia è un’esortazione, un’esortazione a guardare in faccia la realtà: dobbiamo comprendere che è sempre possibile migliorare, che niente è impossibile, che ogni realizzazione personale e collettiva si può raggiungere, basta solo avere un obiettivo comune. Ed in questo caso l’obiettivo comune è il bene di Minturno, la realizzazione di un progetto, di un programma che vede protagonista un nuovo modo di fare politica e per esso un candidato, Maurizio Faticoni che ha tutte le qualità per esserne il realizzatore. Ho sposato, anni fa, un uomo eccezionale, ora con lo stesso entusiasmo, la stessa fiducia, lo stesso orizzonte positivo, sposo una causa, un progetto e darò tutta me stessa per realizzarlo.
28-08-2011
Troppo spesso nelle dichiarazioni date ai giornali dagli esponenti politici locali dei vari partiti o movimenti, viene fatto riferimento alla nostra lista civica Volare in maniera esplicita o, colposamente sottaciuta, per dare per sicuri nostri atteggiamenti o prese di posizione o per farci carico di apparentamenti o ruolo nel triste mercato delle candidature. Ribadiamo che nessuna posizione è stata o sarà assunta prima di interpellare la nostra assemblea, sempre sovrana nel passato come nei recenti accadimenti e che , allo stato la nostra lista Volare è pronta a discutere, di programmi e quindi di candidature con tutti i partiti e movimenti; in primis con le espressioni politiche del centrodestra cui siamo apparentati, senza preclusioni verso coloro che hanno nel bene della nostra città il primo punto del programma politico. Siamo altresì convinti che laddove non trovassimo convergenze o laddove l’imperativo al cambiamento ed alla messa a punto di uno specifico programma comune non trovasse esito favorevole, la cittadinanza saprà apprezzare la nostra coerenza anche se ci presentassimo da soli alla prossima tornata elettorale. Il nostro primo impegno verso di essa è che la forza della nostra capacità propositiva, l’onestà degli intenti, e la chiarezza negli obiettivi da perseguire, non sarà mai utilizzata da chi ha bisogno di rifarsi un immagine, di riciclarsi o di apparentamenti utili solo ai fini elettorali in cambio di poltrone o di incarichi.
Vanda Anselmi lista civica Volare
03-08-2011
“Il Consiglio direttivo, ed il Coordinatore della Lista civica Volare di Minturno rigettano le inesattezze e le fantasiose ricostruzioni politiche che sono apparse, in questi giorni, sui muri della nostra cittadina. Il coordinamento della lista ha presentato il proprio programma, eleborato in una assemblea pubblica, nella sede del PD per dare il proprio contributo all’amministrazione cercando una cooperazione assolutamente non subordinata all’accesso in giunta; non si riesce a comprendere come una minoranza, la nostra, abbia potuto mettere in discussione la maggioranza che dalle dimissioni del Consigliere Faticoni, sino alla crisi della giunta non ha mai coinvolto la nostra lista in un confronto tra le parti contraddicendosi sul possibile nostro ruolo di vicinanza; nessun atto posto in essere dalla amministrazione Galasso ha, di fatto, mostrato l’interesse e la volontà di approvare i punti del nostro programma , evidentemente giudicato un inutile pretesto in una squallida ricerca di poltrone che la attualità dei fatti ha dimostrato erronea. La linea politica della nostra lista è sempre stata responsabile e protagonista, questo si, dell’inizio della legislatura consci delle difficoltà nel centrodestra e della volontà del voto dei cittadini. La stessa responsabilità mostrata, dopo un lungo periodo, verso l’immobilismo, le decisioni di basso profilo e il completo silenzio sulle nostre proposte, sempre nell’interesse ed a tutela della nostra città. E’ necessario che si ponga fine al gioco, posto in essere con chiari obiettivi, di etichettare con i termini di nuovo o vecchio le figure politiche della nostra cittadina. Per quanto ci riguarda abbiamo, più volte indicato la nostra matrice socialista riformista alla quale ci siamo sempre ispirati trovando nel centrodestra la condivisione degli obiettivi. Non rinneghiamo il nostro ruolo nelle passate amministrazioni dove siamo stati si protagonisti, ma solo di un settore che, allo sfascio, ha ritrovato consensi e produttività ispirandosi a criteri di efficienza ed efficacia nel massimo rigore morale e per il quale, e solo per esso, si è disponibili ad essere giudicati. Invitiamo, ancora una volta, tutti indistintamente, a ritrovare, nei toni e nelle dichiarazioni quella serenità, che in uno con una corretta visione del passato e del presente, possano essere alla base per un ritrovato spirito di servizio a favore della nostra cittadina.”
Vanda Anselmi lista Civica Volare di Minturno
10-08-2011
Caro Daniele Sparagna
ti ringrazio per l’ intervento su FB per l’ attacco gratuito subito da un vostro lettore. Mi pare giusto , però, raccontarti i fatti anche per amore di verità per il quale sento il bisogno, solo nei tuoi confronti e degli amici Pimpinella e Bevilacqua di esporre gli accadimenti. Il mio intervento sui giornali è la risposta ad una richiesta precisa che mi è stata fatta dalla moglie del signore del numero civico 2 di via Capolino dove i cassonetti con il loro contenuto ed i loro miasmi arrecavano danno ad un soggetto, il marito, già sotto ossigeno per una grave compromissione respiratoria. I vari tentativi della signora erano andati a vuoto e si è rivolta a me quale presidente della sezione sud pontina dell’associazione House-Hospital onlus. Si tratta (vedi Internet) di una delle più importanti organizzazioni di volontariato in Campania, medaglia d’argento al valor civile del presidente della Repubblica, gestore di un Hospice in Santa Maria Capuavetere (vedi yuotube Hospice Nicola Falde), associazione che con camper attrezzati gira la Campania per portare educazione sanitaria e prevenzione primaria e secondaria. In questo ruolo sono intervenuta, nulla di politico, e la sensibilità dei giornalisti e la forza dei mass-media è riuscita a risolvere il problema del malato con grande soddisfazione della moglie. Non abbiamo bisogno, quale associazione di visibilità ma, per fortuna e per curriculum, abbiamo un credito e amici nella stampa e cerchiamo di tramutare tutto ciò in solidarietà. Non ho avuto nessun dibattito con quel signore vista la pochezza dell’intervento, solo, mio marito. primario chirurgo dell’Istituto tumori di Napoli e direttore scientifico dell’associazione ha ritenuto lesive per l’associazione e per me stessa quelle parole ed ha pregato gli amici di intervenire, come poi è stato fatto. Purtroppo, e mi complimento per la linea da voi adottata, spesso, su FB o peggio su Telefree a fronte dell’importanza del mezzo per poter informare e dire la propria, si aggiungono i cosiddetti commenti, spesso gratuiti, acritici, pieni di livore e preconcetti ed atti solo a cercare di discreditare l’altro, ad innalzare i toni di un confronto politico tutto a vantaggio di chi vuol cambiare tutto affinchè nulla cambi. Quale associazione rivendico la nostra autonomia, figlia dei risultati ottenuti, la possibilità di essere al fianco di coloro che hanno dei bisogni senza dover pensare che qualcuno veda tale interventi quali pubblicità ricercata. Dal punto di vista politico, Volare è vicina a chi vorrebbe un vero cambiamento, vicina a chi non riesce ad assistere, inerme, al continuo degrado della nostra città. Non ho tre ruoli, ma un unico anelito, un unico modo di pensare e quel rispetto per la libertà che, però, comprende, sempre, il massimo rispetto delle libertà altrui. Nessun rispetto per gli esponenti dell’incultura o della subcultura perché sono essi i maggior colpevoli della maggior parte dei guasti della nostra società.
Tua Vanda Anselmi - amica
01-10-2011
Caro Giorgio, (Di Giorgi)
ti sono, ti siamo vicini in questa battaglia, non solo culturale, sulla delocazione dell’Università a Terracina. Mi sembra tutto pretestuoso ed ancora avvolti nella nebbia i veri motivi di questa iniziativa ma, per fortuna l’intervento del rettore di Roma è stato, crediamo, fermo ed esaustivo.
Nella tua disamina ho colto una frase che ho usato quale spunto per una mia riflessione: hai parlato di complementarità del settore ospedaliero ed universitario. Si tratta di un concetto sano che travalica le datate ed ormai didascaliche polemiche tra sanitari di due diversi settori soprattutto quando si ha ben chiaro da parte di tutti la diversità dei ruoli: l’universitario insegna la materia, fa formazione sulla patologia o sulla tecnica avvalendosi del caso del singolo paziente, l’ospedaliero è colui che pone in essere sulla platea di coloro che hanno perso lo stato di salute, gli insegnamenti che hanno contraddistinti il proprio periodo formativo. Nel tempo, per motivazioni che non sto qui a ripetere, l’universitario ha trovato degli spazi, anche legislativi, per occuparsi di assistenza, e l’ospedaliero si è fatto forte, in tema di insegnamento e formazione, dei numeri legati alla casistica prodotta. Da qui qualche polemica che deve estinguersi laddove si entra nella tematica della delocazione universitaria. L’università deve rimanere nel capoluogo provinciale, anche perché non vi sono motivi per spostarla e, peraltro la forza di un territorio, il sud-pontino nasce, soprattutto, dalla forza e dalla credibilità del suo capoluogo. Ma lo spunto è quel concetto di complementarità sul quale Ti sei soffermato. Un concetto che sta alla base di uno dei punti del programma politico della nostra Lista Volare capeggiata dall’amico Faticoni. Infatti uno dei punti qualificanti è la trasformazione dell’ospedale di Minturno, l’ospedale degli Eroi, in un Hospice con annessi una struttura di riabilitazione ed una di terapia del dolore. Il progetto prevede anche, la delocazione, da Roma di un corso di laurea in fisioterapia. Tutto ciò sarebbe complementare al costruendo Policlinico del Golfo. I malati rimarrebbero al Policlinico solo il tempo del trattamento e potrebbero essere trasferiti a Minturno per la riabilitazione; così come i lungodegenti ed i malati terminali. Troppo spesso ho ascoltato i lamenti dell’amico D’Aprile sulla occupazione dei posti letti per chemioterapia da parte di malati terminali che nel territorio del sud-pontino non hanno punti di riferimento. La presenza di un corso universitario, infine, darebbe la possibilità alla struttura di avere della forza lavoro ed a Minturno, ed a tutto il territorio limitrofo, la presenza della cultura di alto livello, quella universitaria, volano per una crescita sociale diffusa. La riabilitazione a Minturno si gioverebbe del clima salubre poco piovoso, della collina, del mare, delle terme di Suio e di alcune occasioni culturali presenti sul territorio (borgo medioevale – teatro romano – etc).
Caro Giorgio ti affido questa riflessione affinche possiamo giovarci, se sei d’accordo, su di un alleato per portare a termine questo progetto, figlio del nostro programma politico. Come arrivarci, quali gli incontri ed i passi da percorrere, avrebbero necessità di una regia che noi affideremmo volentieri a Te, almeno quale consulente, per raggiungere un obiettivo qualificante ed esaltante. Per tua conoscenza ti tengo informato che abbiamo tutte le competenze scientifiche ed i rapporti istituzionali per assolvere a questo compito. Infatti Io sono direttore Scientifico dell’House-Hospital onlus (un’associazione la cui sezione sud pontina è diretta da mia moglie, Vanda Anselmi capolista della Lista Volare), una associazione che gestirà l’Hospice di Solofra (AV), lavoro da 30 anni all’Istituto tumori di Napoli, ed abbiamo, quale partner ed amici i protagonisti di ANTEA cui è affidata gran parte dell’assistenza dei malati terminali nel Lazio.
Attendo tue notizie anche tramite Maurizio Faticoni
Tua Vanda Anselmi
16-01-2012 Villa Eleonora-presentazione candidato Faticoni a Sindaco
Ci siamo lasciati a novembre dopo un incontro ricco di presenze e di idee del nostro gruppo Volare nel corso del quale Maurizio Faticoni, escludendo, allora, l’attualità del discorso sulle candidature fu protagonista di quell’incontro politico grazie ad un discorso accattivante, complesso, esauriente, coinvolgente; un discorso di grande spessore pronunciato da una persona che sa di poter essere utile al bene comune. L’amico Maurizio concluse l’incontro chiosando sulla difficile situazione di Minturno e sulla forza del nostro movimento Volare, citando una frase di Karl Popper : “i nostri sogni e desideri possono cambiare il mondo”. Noi sogniamo una “Nuova Minturno”: Ebbene quella era però, per impeto e per sintesi, l’ affermazione di un possibile candidato a Sindaco, o, almeno di un uomo politico disposto a dare tutto se stesso per la propria città. Ci ritroviamo, oggi, con un movimento Volare più saldo, composito, arricchitosi di prestigiosi consensi e dopo due mesi di difficili trattative e di proficuo lavoro sul programma politico. Due mesi difficili in cui si è tentato di creare una alleanza composita mettendo insieme le forze pulite, giovani, volenterose della città per ricercare un vero cambiamento già dalla composizione delle liste. Obiettivo primario una netta frattura con coloro che di questo paese hanno fatto un feudo, lo hanno defraudato, giorno per giorno, avendo per complici coloro che sono per il non cambiare nulla, per il piccolo tornaconto personale, coloro che vivono di piccole invidie e bassi orizzonti , per il piacere spicciolo il non rispetto delle regole, la poltrona, il potere, gli interessi economici. Si è fatto di tutto, cercando di parlare di progetti e non di cariche, trovando porte chiuse ed un insopportabile presenza: l’ego, l’Io più spicciolo e smisurato: Io voglio fare il Sindaco, Io ho intenzione di dirigere una cordata, Io vincerò le elezioni e, nessuno, ha voluto aprire un discorso più ampio, spesso rifugiandosi dietro un attendismo che sa di attesa egoistica o, peggio, di scelte dettate solo dalla sommatoria dei numeri. E tra gli altri l’incontro con il partito della libertà. Siamo figli di un socialismo riformista che ci ha avvicinato alla casa della libertà per affinità di indirizzo e di pensare, ma ci siamo resi conto che l’invito al cambiamento, al nuovo, che nasceva da più parti tra la gente, era condizionato e si nutriva anche dall’esaurimento di una spinta, quella del PDL locale, che arroccatasi su vecchie posizioni e su insopportabili privilegi decennali, era divenuto, nei personaggi e non nelle idee, inviso a gran parte della popolazione disposta, pur di cambiare, ad affrontare un salto nel buio che ha poi reso necessario il commissariamento dell’ente Comune. Una Pdl cieca, spaccata, capace di ritrovarsi solo sul tornaconto dei soliti pochi, incarnando il vecchio, il trapassato a tutto vantaggio di una sinistra che non avrebbe mai potuto indossare l’abito del “nuovo”. Nemmeno per un attimo ha prevalso l’esame dei progetti e di un programma rispetto alle cariche tanto che il nostro obiettivo, trovare una intesa su un programma comune per poi discutere di cariche, si è infranto su un muro invalicabile.
Spesso ci chiedono del nostro progetto che Faticoni ama chiamare il “cantiere” ma che ha uno scheletro ben definito e che rappresenta la vera forza di Volare. Due i grandi obiettivi che vogliamo raggiungere nel corso della prossima legislatura: Minturno città metropolitana e Minturno città turistica; una Minturno che punta ai 25.000 abitanti, con una nuova macchina comunale e con ambiziosi obiettivi a lungo termine quali un porto turistico, la valorizzazione e lo sfruttamento turistico del Garigliano e la congiunzione dei due tratti di lungomare divisi da monte d’argento creando il lungomare più lungo in Europa. Un turismo consono ai tempi e prodotto finale di un critico esame delle nostre afferenze per offrire qualità e non quantità. Insomma due grandi progetti con una serie di obiettivi intermedi che hanno già trovato delle specifiche indicazioni. Tra essi il pieno coinvolgimento delle frazioni che potranno divenire anch’esse protagoniste nel più ampio progetto di Minturno turistica e città metropolitana.
Ma, tenuto conto della denominazione cantiere e dell’ entusiasmo verso Volare che ha aggregato nuove risorse umane, un progetto aperto pronto ad assorbire altri contributi omogenei ai due grandi obiettivi che ci siamo posti.
Non è facile combattere contro il pessimismo o contro atavici gruppi di potere ma soprattutto contro animi che si sono sopiti nel tempo e nelle difficoltà: da qui il nostro invito ad ogni singolo cittadino della nostra città, un invito che suona come uno slogan elettorale: Minturno è anche tua, rispettala, Minturno è anche tua, amala, Minturno è anche tua, difendila. Le nostre sicurezze? Ne cito tre, le più efficaci: volontà e fiducia in noi stessi, la speranza, mai sopita, dei cittadini e la persona cui affidare la responsabilità del progetto. E’ passato il momento dei sondaggi resi vani dall’egoismo e dalla politica con la p minuscola; abbiamo sempre avuto un sol riferimento politico; Maurizio, ti abbiamo seguito quando hai fatto delle scelte legate ad un impegno preso, ed ancora quando in provincia si è sancito: c’è anche Volare, insieme abbiamo cadenzato i tempi del pregresso governo cittadino in base, inizialmente, ad un concetto di democrazia e, solo alla fine, per il bene superiore della città.
Come vedi, ancora di più oggi, siamo in tanti,… donne, giovani e tanti cittadini pronti a seguirti per un progetto di rinascita di questa città. La politica ha bisogno di un vero cambiamento, ne abbiamo bisogno noi in un momento di crisi, ma, soprattutto, questa città che vuole affrancarsi, che non vuole lentamente morire ma che chiede solo di essere rispettata, difesa ed amata..
Vanda Anselmi
06-06-2012
BERE OD AFFOGARE - Riflessioni sui referendum
BERE OD AFFOGARE - Riflessioni sui referendum
Che anche la Corte costituzionale sia politicizzata e pur di andare contro Berlusconi metta a repentaglio il bilancio dello stato, si è acclarato quando ha confermato i due referendum sull’acqua. Infatti Il secondo referendum, quello sulla tariffa, riguarda anche le altre municipalizzate quali i trasporti pubblici ed i rifiuti urbani. Il quesito numero due chiede all’elettore se è d’accordo nell’eliminare la norma di legge che consente al gestore di avere un profitto, indipendente da un reinvestimento per la riqualificazione della rete idrica. Impedire la remunerazione degli investimenti provocherebbe un danno a qualunque azienda, anche a quelle municipalizzate, con una ricaduta negativa. Infatti se gli investimenti nei tre settori (acqua, rifiuti, trasporto locale) saranno gestiti direttamente dalle aziende locali, sarà inevitabile che - a causa della mancata remunerazione essi finiscano direttamente sul debito pubblico. Potrebbe trattarsi di 120 miliardi di euro nei prossimi dieci anni con due scenari o non investire neanche un euro in questi settori per sanare il debito pubblico, o investendo, dilatare lo stesso. La gestione pubblica di questi settori (acqua, rifiuti, trasporto locale) – Referendum 1 sull’acqua - non è messa in pericolo. Infatti, nella legge Ronchi-Fitto, che sarà sottoposta a referendum, c’è scritto che l’acqua resterà un bene pubblico; è invece in discussione il modo con cui si affida la gestione dei servizi di captazione, distribuzione, depurazione dell’acqua, di raccolta, smaltimento, termovalorizzazione dei rifiuti, di trasporto locale. Ed a proposito del PD, fervente fautore del SI nel 2010 Bersani, Franceschini depositavano una proposta di legge che prevedeva l'esatto opposto di ciò che oggi uno dei quesiti referendari intende cancellare. E come se non bastasse, quando ancora non era segretario, nel 2008, Bersani si schierava a favore della gestione mista del servizio idrico. È vero, disse, che l’acqua è un «bene comune», ma è anche vero che «gli acquedotti italiani perdono metà dell'acqua che trasportano». È dunque ragionevole che le infrastrutture restino di proprietà pubblica, a garanzia degli interessi della collettività, ma è altrettanto ragionevole che queste infrastrutture siano gestite al meglio.
E sul Nucleare. Nel 2007, da ministro dello Sviluppo economico, assicurava agli Usa: "Il programma atomico in Italia non è chiuso". Il verbale dell’incontro, è diventato pubblico grazie a WikiLeaks, «il referendum del 1987 ha soltanto sospeso e non chiuso i piani nucleari dell’Italia» e che «Italy is not out of nuclear power generation». A conferma del fatto che le centrali restano nell’orizzonte del governo italiano, Bersani in quell’occasione sigla con Bodman il «Global nuclear energy partnership», trattato bilaterale Italia-Usa per avviare proficui scambi d’informazioni sull’energia nucleare civile. L’accordo, concluse soddisfatto Bersani, «può giocare un ruolo importante nel modificare l’atteggiamento italiano nei confronti dell’energia nucleare».
Bando quindi ai falsi profeti, agli untori, a coloro che artatamente o superficialmente vanno a votare. Chiedete, informatevi e, se non siete sicuri, non andate a votare. Come Noi bisogna VOLARE alto per disbrigarsi dalla pochezza dei partiti e dall’antiberlusconismo suicida. Caro cittadino apri gli occhi e decidi con la tua mente e, soprattutto, attenti al PD che ama una sola verità, quella della convenienza.
10-2012 - Caro Marcello
L’amicizia con molti dei protagonisti politici e l’amore per Scauri mi porta ad intervenire nella discussione interna alla maggioranza politica uscita dalle urne, opposizione in Consiglio comunale. Ho sentito toni e vocaboli non consoni in Consiglio comunale e mi hanno raccontato di discussioni, anche sui network, con espressioni forti, violente e poco civili.
I toni usati in questo momento politico contro alcuni dei Consiglieri di Minturno e soprattutto da alcuni Consiglieri, sono estremamente fuori luogo e non vi è altra spiegazione per questa caduta di stile, se non la grande amicizia di alcuni per Pino Sardelli (della quale anch’Io mi pregio) e la giusta idiosincrasia per una parte politica, la sinistra, distante anni luce dal nostro pensiero.
E’ storicamente proprio la sinistra che non ha mai accettato il risultato elettorale dipingendo gli elettori, gli italiani, quali tutte vittime del grande plagio televisivo berlusconiano.
Ecco il significato di una linea politica adottata: il rispetto del voto degli elettori (a favore di Galasso), con la consapevolezza, però, di avere ben chiaro un traguardo a breve da raggiungere: il rispetto della maggioranza politica di centrodestra espressa a Minturno.
Utilizzare termini “forti” ed al di fuori della normale dialettica politica indebolisce il ruolo istituzionale, quello di Consigliere comunale e quindi rappresentante del popolo ed a servizio dello stesso in democrazia.
Ho impostato tutta la mia campagna elettorale sull’elezione di una donna in Consiglio e, nonostante la mia non elezione, sono stata felice per il successo profuso anche se in Consiglio siede una donna espressione di un’altra parte politica. Le ho fatto pubblicamente i miei complimenti ed i miei migliori auguri.
Bisogna lavorare uniti non per rompere ”al buio”, ma per creare un’alternativa a Galasso, credibile e che rappresenti la forza di un partito che ha voglia di assumersi la responsabilità di indirizzo politico nel rispetto della maggioranza espressa dagli elettori.
Tocca a noi fare in modo che ci sia dialogo e non conflitto, programmazione e non “muoia Sansone con tutti i filistei”.
Impegnamoci a ridurre distanze, a smussare angoli; è il valore e la forza della politica.
Quando si usano toni diversi si è fuori dalla storia e dalla politica. Abbiamo tutti, maggioranza e minoranza, un solo grande obiettivo: riproporre la politica, e non il singolo politico (chiunque esso sia), al centro del dibattito, e soprattutto dare la stura ad un nuovo corso per la nostra cittadina. Questa necessità spero possa nascere da un comune intento.
Se ciò non sarà possibile, qualcuno dovrà fare un passo indietro perché non è possibile fermare questo necessario e giusto cambiamento.
Sperando di essere stata utile, ti saluto e ti ringrazio.
Vanda Anselmi
13-12-2011
Una felice intuizione; da un pomeriggio a casa mia a discutere del nome e del simbolo del gruppo ad un movimento politico vivo, fattivo e, soprattutto capace di incidere ed essere attrattivo per la politica comunale. Il segreto è un insieme di circostanze non solo fortunate: una forte rappresentativa femminile, la capacità di creare entusiasmo e di saper parlare alle persone, l’insieme di una serie di intelligenze vivide e acute ma, soprattutto, la forza delle idee e dei propositi, l’intransigenza degli ideali con il rispetto delle idee degli altri ed, infine, la statura politica di colui a cui noi tutti, abbiamo deciso di affidare la nostra rappresentanza. Parlo di Maurizio Faticoni, figlio di un socialismo riformista che è garanzia di rispetto della libertà del singolo e dell’altro, in qualsiasi progetto, anche di tipo politico. Un Capogruppo che ha sempre condiviso le scelte con il gruppo, abituato a porre la Politica con la P maiuscola innanzi a qualsiasi interesse, a porre la chiglia in rotta anche nel mare agitato dell’agone politico comunale. Ebbene abbiamo sempre avuto chiaro, dopo il risultato elettorale, che, purtroppo, non bastava invocare la forza dei numeri, ma era necessario un progetto politico alternativo per poter porre la propria candidatura alla conduzione della Giunta. Questo spiega il dissenso con i fautori delle immediate dimissioni e, soprattutto le attuali dimissioni figlie della constatazione che tale progetto, almeno in questo momento, non era realizzabile. Dare le dimissioni ci permette di distinguerci da quelli che Io stessa ho definito testimonial della colla Attak, ai consiglieri per tutte le stagioni, a coloro che dimenticano il valore di una delega e lo stato di estrema necessità in cui versa il nostro amato paese. Io spero…..(scusate) Io sono sicura che le dimissioni di Maurizio non saranno un sasso nello stagno ma un macigno in un lago stagnante e, finalmente chi deve controllare, chi ha il compito istituzionale di indicare una via, trovare una soluzione mediatrice, se possibile, si dia una mossa, si renda conto che ogni voto, di ogni singolo cittadino, se non rispettato, rappresenta una ferita insanabile della democrazia. Prima del voto abbiamo detto in tutti i modi che Minturno aveva bisogno di una conduzione di alto valore e su questa urgenza, quale gruppo volare, abbiamo messo giù un programma, malamente copiato dagli altri. Il degrado turistico, morale, socio-economico di questa cittadina richiede sacrifici e progetti di alto profilo e, come esempio, vorrei parlare della possibilità di trasformare parte dell’ospedale in Hospice: ebbene nel nostro programma i letti di hospice sono legati alla possibilità di avere, in Ospedale, anche una struttura di riabilitazione e la dislocazione a Minturno di un corso di laurea breve in fisioterapia. Ecco cosa vogliamo dire, un occasione di lavoro, la cultura di livello universitario e la grande opzione morale di avere un Hospice nel nostro territorio. E la riabilitazione potrà essere collegata al Policlinico del Golfo in una politica comprensoriale che includerebbe nel progetto Suio con le sue terme, Minturno con il suo borgo medievale, il mare di Scauri e di Marina. Ecco cosa significa volare con la nostra testardaggine, la forza delle idee e la voce mai sommessa o sommersa per porle in risalto. Su questi presupposti, noi cresciamo, per noi stessi e per gli altri; diamo il benvenuto a chiunque voglia sposare il nostro progetto ed attendiamo, fattivamente però, che sia la nostra forza da sola o una felice comunione di intenti con altri, a dare a questo paese quella svolta che tutti si attendono, che non può essere rinviata e, soprattutto non può essere ostacolata dagli interessi di qualcuno: a questo, stavolta diciamo basta.
13-02-2011 - Villa Eleonora
A Villa Eleonora alle ore 10.30 si è riunita la lista civica Volare. All’ordine del giorno le dimissioni di Maurizio Faticoni, l’ingresso di Giuseppe Tomao al gruppo consiliare Volare e la linea politica che si vuol dare la lista. Circa 100 persone hanno affollato la sala animando una conferenza che ha visto innanzitutto dare la parola ai due più giovani consiglieri del Comune di Mintuno. Luca Salvatore che ha dato il benvenuto in Volare a Giuseppe Tomao, ha messo in risalto lo sbando del gruppo consiliare PDL, ha invocato la creazione di una struttura organizzativa per la lista Volare ed ha concluso con la necessità di avere un colloquio aperto a tutte le forze politiche senza preclusioni. Giuseppe Tomao, apprezzando il clima e la numerosità dell’incontro, ci ha tenuto a non rinnegare le esperienze pregresse in Minturno Domani e nella PDL nella quale non si può escludere un ritorno ma non allo stato attuale esistendo non solo diversità di vedute, ma anche il “buio” nella programmazione futura. L’ingresso in Volare, l’incontro con Faticoni e Esposito, ha detto Tomao, in assenza di un’incessatura propria dei meccanismi dei partiti, potrà essere foriero di nuovi orizzonti. Si sono susseguiti una serie di interventi: Vanda Anselmi che ha ricostruito la storia di Volare e la correttezza del cammino politico di Faticoni; il dr. Francesco Cremona che ha riassunto le iniziative della lista Volare dalle elezioni ad oggi ponendo l’accento sulla necessità del rispetto del voto al centrodestra espresso alle elezioni. Una serie di Interventi, Giannetti, Sparagna, Maffei, Buonaiuti, Improta, Camerota, Guglietta hanno sommato auguri e complimenti non in assenza di qualche dissenso sulle scelte pregresse. A tutti ha risposto Maurizio Faticoni. Un discorso stringente, sintetico, forte con il quale ha innanzitutto ridicolizzato alcune spiegazioni faziose e infondate sulle sue dimissioni nate per lo sbando morale e politico della PDL, la mancanza totale di programmazione e di linea politica, quelle stesse motivazioni, non risolte, per le quali la lista Volare aveva detto no alle dimissioni immediate dopo le elezioni. L’ex consigliere ha chiuso il momento assembleare ribadendo, senza se e senza ma, che la Lista Volare si riconosce nell’aria politica del centro destra e quindi al suo leader nazionale ed ai coordinatori regionale e provinciale. Ha annunziato che saranno avviati confronti programmatici con tutte le forze politiche locali per il rilancio del paese, ribadendo l’ambizione di poter essere la coscienza civica della PDL. Infine è stato approvato, con acclamazione da parte dell’assemblea, la richiesta di un mandato per percorrere un iter di consultazioni con la segreteria provinciale della PDL affinchè possa affrontare il caso Minturno individuando un gruppo dirigente ed una chiara linea politica. Se ciò non fosse le sue dimissioni saranno state vane e il sasso lanciato nello stagno o come meglio ha definito Vanda Anselmi: un masso in un lago stagnante non avranno prodotto rumore. L’unica nota stonata la assoluta mancanza di qualsivoglia esponente della PDL locale.
27-10-2010 - Manifesto
Concittadini di Minturno, Scauri, Marina di Minturno, S.Maria Infante, Pulcherini, Tufo, Tremenzuoli,
la scorsa tornata elettorale amministrativa ha espresso due risultati chiari e definitivi: da un lato l’affermazione del centrodestra, dall’altro la vittoria del candidato Galasso. E’ stata una vostra scelta e, la delega dell’elettore, il risultato del voto elettorale, va rispettato; tutto ciò è alla base della democrazia ed eluderla, raggirarla, hanno il significato di un tradimento.
Ecco le motivazioni che ci hanno spinto a far rispettare il risultato, a fronte di chi, avrebbe voluto cestinare il vostro voto, annullare la vostra decisione per tornare a votare; ecco il significato di una linea politica adottata: il rispetto del voto degli elettori (a favore di Galasso), con la consapevolezza, però, di avere ben chiaro un traguardo da raggiungere: il ritorno alla guida della città della maggioranza politica di centrodestra espressa a Minturno.
Se ciò non si è realizzato è perché voi avete scelto di non continuare l’esperienza Sardelli, l’avete deciso con un voto democratico e democratica deve essere l’accettazione di esso. Abbiamo evitato a Minturno la brutta esperienza del commissariamento, paralizzante, e posticipato una nuova tornata elettorale a quando si sarà fatta chiarezza in seno alla maggioranza e saranno eliminate quelle cause che vi hanno spinto a votare contro il Sindaco uscente.
La giunta attuale si è arricchita di due nuovi assessori candidati dal centro destra, al di fuori del popolo della libertà. Tutto ciò non sembri un controsenso è solo la necessità di evitare, in questo momento politico, l’immobilismo assoluto, il faccia a faccia inconcludente, l’esasperazione della dialettica politica contraria al bene del paese. A Galasso, secondo la vostra indicazione, abbiamo dato la possibilità di governare perché possa, essendo stato eletto dal popolo, essere da esso giudicato.
Noi stiamo vigilando ed approvando quelle decisioni a vantaggio della città con grande responsabilità politica ma, dentro di noi, abbiamo la sicurezza di utilizzare questo tempo per proporci, ancora una volta, e stavolta con una squadra ed un capitano benvoluto da tutti, al più presto all’amministrazione civica chiedendovi una nuova delega e coagulando le forze sane di questa città su un programma condiviso.
A fronte di questi nostri sforzi, alcuni ex amministratori polemizzano utilizzando termini “forti” ed al di fuori della normale dialettica politica, evitando il confronto e temendo, per qualche motivazione, il protarsi di questo periodo di transizione.
Bisogna lavorare uniti non per rompere ”al buio”, ma per creare un’alternativa a Galasso, credibile e che rappresenti la forza di un partito che ha voglia di assumersi la responsabilità di indirizzo politico nel rispetto della maggioranza espressa dagli elettori.
Tocca a noi fare in modo che ci sia dialogo e non conflitto, programmazione e non “muoia Sansone con tutti i filistei”.Impegnamoci a ridurre distanze, a smussare angoli; è il valore e la forza della politica.
Quando si usano toni diversi si è fuori dalla storia e dalla politica. Abbiamo tutti, maggioranza e minoranza, un solo grande obiettivo: riproporre la politica, e non il singolo politico (chiunque esso sia), al centro del dibattito, e soprattutto dare la stura ad un nuovo corso per la nostra cittadina. Questa necessità speriamo possa nascere da un comune intento.
Se ciò non sarà possibile, qualcuno dovrà fare un passo indietro perché non è possibile fermare questo necessario e giusto cambiamento, e questo invito sarà condiviso anche con i nostri referenti istituzionali.
Non torneremo a rispondere alle polemiche, ne ricorreremo ad altre esternazioni. Faremo il nostro lavoro aperti a tutte le indicazioni e soprattutto all’apporto di chi “ama” questa città.
27-09-2008 - Hospice
gli ultimi avvenimenti di cronaca nera del territorio hanno , di fatto, creato allarmismi ed ansie nella popolazione. L’episodio della rapina a mano armata in una casa alla presenza dei proprietari (rapina a mano armata con sequeatro di persona) è stato l’ultimo avvenimento che ha destato maggiori preoccupazioni. Scauri, una cittadina tranquilla e meta di tante famiglie e, come nel mio caso, di nuove residenze, stà mostrando un volto poco tranquillizzante e per nulla favorevole allo sviluppo del settore turistico. Già la presenza di un mercato florido della droga, certi insediamenti “sospetti” ed alcune domiciliazione coatte avevano creato un clima non sereno tra i cittadini. Di contro la scarsa presenza numerica dei carabinieri, peraltro che rimane tale anche nei mesi estivi laddove la popolazione residente aumenta di 20-30.000 unità, non permette un controllo capillare del territorio e non funge da deterrente per i delinquenti.
Sig.ra Vanda Anselmi Presidente House-Hospital onlus - Sez. Sud-Pontina
Sig.ra Vanda Anselmi Presidente House-Hospital onlus - Sez. Sud-Pontina
Sig.ra Vanda Anselmi Presidente House-Hospital onlus - Sez. Sud-Pontina
Sig.ra Vanda Anselmi Presidente House-Hospital onlus - Sez. Sud-Pontina
Sig.ra Vanda Anselmi Presidente House-Hospital onlus - Sez. Sud-Pontina
Scauri, una polemica costruttiva
07-04-2011
27-09-2008 - Hospice
La nostra associazione di volontariato, HouseHospital onlus, sezione pontina, capofila di un gruppo di altre associazioni, ha inviato una richiesta all’ASL di Latina per trasformare parte dell’ospedale di Minturno (LT) in struttura per malati terminali, Hospice, attivando 10-20 posti letto.
L’ospedale è ormai chiuso e non rientra in un piano di cartolizzazione.
Ogni anno vi sono 1000 pazienti oncologici terminali in questo territorio, con una domanda di assistenza in fase terminale che, solo in parte, è soddisfatta dalla struttura appena inaugurata di Aprilia.
Novanta decessi l’anno, nella struttura di oncologia medica della città di Latina, sono il risultato deludente, antieconomico e scevro da pietas, della scarsità di posti letto per malati intrattabili nel sud-pontino.
Avendo messo a punto un comitato pro-Hospice a Minturno per sostenere l’iniziativa con una firma di solidarietà La invitiamo a rispondere a questa nostra con un cenno di adesione.
“assistere persone nella fase che conclude la vita offrendo prestazioni accompagnate da sensibilità, rispetto, dignità sia nei confronti del malato che dei suoi cari che soffrono, è una testimonianza di dignità della nostra società.
Anselmi Vanda - Presidente Sez. Sud-pontina - House-Hospital onlus
27-09-2008 - Hospice
La nostra associazione, sezione sud-pontina di House-hospital onlus, capofila in questa iniziativa con l’associazione Antea, la sezione sud-pontina dell’associazione Dimensione Civica di Napoli e la vice delegazione del Lazio citeriore dell’ Associazione Nazionale dei Cavalieri Costantiniani del sacro ordine miliatre di San Giorgio hanno, tra gli obiettivi comuni, quello di costruire o gestire strutture per i malati terminali (hospice).
Nell’ambito delle attività delle sedi periferiche, la sezione sud-pontina, da me diretta ha identificato nel dismessa struttura ospedaliera di Minturno, la possibile sede di una struttura Hospice. Peraltro, in un ottica di sviluppo a medio e lungo termine e, per armonizzare i piano ospedaliero regionale, la stessa struttura si potrebbe prestare ad accogliere anche una struttura di riabilitazione ed una di terapia del dolore e cure palliative che potrebbero servire tutte le strutture sanitarie del territorio, sgravando quelle ospedaliere di ricoveri incongrui e migliorando il turnover affidando alla struttura di riabilitazione i pazienti trattati in ambiente ospedaliero.
Minturno, piccola cittadina dal clima salubre, a scarso tenore di piogge, facilmente raggiungibile da tutte le direttrici, anche nazionali, crediamo possa essere, viste le sue peculiarità geografiche, topografiche e turistiche il luogo ideale per una struttura di riabilitazione e di hospice.
L’ultima rilevazione ufficiale del dicembre 2006 identifica nel Lazio 11 strutture hospice con 215 posti letto per una popolazione residente di 5.304.778 con un coefficiente posti letto 10.000 abitanti, di 0.41. La regione Lazio con il DRG n°37 del 9 gennaio 2001 aveva stabilito il programma di realizzazione delle strutture residenziali, tipo hospice con la definizione di uno standard di un posto letto in Hospice per 10.000 abitanti con una previsione quindi di 520 posti totali regionali. Ma l’altro dato interessante è quello rilevato dal Decreto Ministeriale del 22 Febbraio 2007 n° 43 sugli standard relativi ai malati terminali e nel quale si stabiliva che, entro il 2008 tutte le regioni avrebbero realizzato almeno un posto Hospice ogni 56 deceduti a causa di tumore.
Visto che entrambi questi parametri non sono stati ancora centrati, e tenuto conto che dalla relazione clinico-scientifica del Direttore di Struttura Complessa di Oncologia Medica dell’Ospedale di Latina, Dr. Modesto D’Aprile si coglie l’insufficienza dell’offerta assistenziale per i circa 1000 pazienti oncologici terminali all’anno, solo in parte soddisfatta dalla collaborazione con la struttura appena inaugurata di Aprilia e che vede i posti letto di Oncologia occupati da malati terminali (circa 90 decessi l’anno)
CHIEDE
· che alla struttura ospedaliera dismessa di Minturno sia data la destinazione d’uso di Hospice con l’attivazione di n° 10-12 posti letto secondo le indicazioni della specifica legge nazionale in tema di strutture hospice;
· che i posti letto siano accreditati preso la ASL di Latina a svolgere attività assistenziale in regime di convenzione col Sistema Sanitario Nazionale
· che la gestione dei posti letto sia affidata alle organizzazioni richiedenti o ad un organizzazione mista pubblico-privato.
In attesa di una vostra comunicazione per poter discutere di tale problematica, portarLe le nostre credenziali, vogliamo solo ricordare che assistere persone nella fase che conclude la vita offrendo prestazioni accompagnate da sensibilità, rispetto, dignità sia nei confronti del malato che dei suoi cari che soffrono, è una testimonianza di dignità della nostra società.
Sig.ra Vanda Anselmi Presidente House-Hospital onlus - Sez. Sud-Pontina
27-04-2010 - Caro Amico, Amica
Come ben sai nell’anno 2004 con la direttiva EN 13432 l’Europa ha messo la bando
le shoppers (buste per la spesa) di plastica. Questa direttiva è stata accettata dall’Italia che ne ha prorogato l’uso sino al 01-01-2011. Da quella data saranno vietate e potranno essere usate solo shoppers (buste) di tela, carta od altro materiale biodegradabile che possa divenire compost ed essere trattato dagli appositi compostatore nell’ambito dei prodotti della raccolta differenziata dei rifiuti.
La plastica non si biodegrada ma si fotodegrada componendosi in particelle sempre più piccole e tossiche che contaminano suolo e mare entrando nella catena alimentare essendo ingerite dagli animali terrestri e marini.
Nel mondo si producono 200 milioni di tonnellate di plastica all’anno, la metà per produrre imballaggi ed oggetti monouso.
A dimostrazione di ciò nell’oceano pacifico si trova il Pacific trash vortex, un continente fatto di spazzatura (80% plastica) della grandezza di due volte l’estensione degli Stati Uniti. Questo fenomeno comincia a ritrovarsi anche in Italia: ci sono due correnti di plastica accumulata sul mare una tra Cagliari e le isole Egadi ed una tra La Spezia e le isole Egadi.
Per produrre 100 miliardi di sacchetti di plastica si consumano 700.000 tonnellate di petrolio con un emissione nell’atmosfera di 2000.000 tonnellate di CO2.
I tempi di degrado dei sacchetti sulla terra dipendono dallo spessore e dalle condizioni ambientali me vanno da decenni a centinaia di anni. In mare da 450 a 1000 anni.
Nell’oceano pacifico almeno 100.000 tra foche, delfini, tartarughe, balene, muoiono per aver ingerito buste di plastica o loro derivati.
Per realizzare le materie plastiche si uniscono degli additivi. Queste sostanze vengono massicciamente rilasciate dalla plastica nell'ambiente.I frammenti plastici assorbono e concentrano, oltre agli additivi precedentemente citati, anche altri contaminanti dispersi nell'ambiente che poi trasportano e rilasciano in altre zone del globo, anche molto distanti.
Questi contaminanti, così come le diossine e molti altri, appartengono alla categoria dei “distruttori endocrini” (ED) che mimano gli ormoni endogeni interferendo in modo sinergico o antagonista con il metabolismo, l’azione e la sintesi degli ormoni naturali (estrogeni, androgeni, ecc) che regolano i processi riproduttivi e dello sviluppo.
Gli effetti tossici maggiormente riscontrati sono: disfunzioni sessuali e riproduttive, l' insorgenza di tumori. I livelli di bioaccumulo di questi inquinanti chimici sono in rapido incremento in tutti gli organismi viventi, uomo compreso.
Il Bangladesh, il Randa, Israele, Canadà, India, Kenya, Tanzania, Sud-Africa, Taiwan, Singapore, Oaklon, Boston.
Il 24-3-2007 San Francisco ha proibito l’uso delle buste di plastica
La Cina risparmierà 37 miliardi di barili di petrolio ogni hanno per averle proibite.
In Italia, se non si usassero le 260 mila buste di plastica, si risparmierebbero 380 mila tonnellate di petrolio, con una riduzione di circa 760 mila tonnellate di CO2 nell’atmosfera.
Se sei un commerciante rinuncia alle buste di plastica.
Se sei un consumatore porta la tua bustina di tessuto o di carta quando fai la spesa o chiedi al commerciante di dartela lui.
Sig.ra Vanda Anselmi Presidente House-Hospital onlus - Sez. Sud-Pontina
18-05-2010 - Sicurezza
Ch.mo sig. Sindaco,
gli ultimi avvenimenti di cronaca nera del territorio hanno , di fatto, creato allarmismi ed ansie nella popolazione. L’episodio della rapina a mano armata in una casa alla presenza dei proprietari (rapina a mano armata con sequeatro di persona) è stato l’ultimo avvenimento che ha destato maggiori preoccupazioni. Scauri, una cittadina tranquilla e meta di tante famiglie e, come nel mio caso, di nuove residenze, stà mostrando un volto poco tranquillizzante e per nulla favorevole allo sviluppo del settore turistico. Già la presenza di un mercato florido della droga, certi insediamenti “sospetti” ed alcune domiciliazione coatte avevano creato un clima non sereno tra i cittadini. Di contro la scarsa presenza numerica dei carabinieri, peraltro che rimane tale anche nei mesi estivi laddove la popolazione residente aumenta di 20-30.000 unità, non permette un controllo capillare del territorio e non funge da deterrente per i delinquenti.
Mi permetta di ricordarLe che il sindaco, oltre che organo del comune è, al contempo, organo locale dello Stato; Le funzioni del sindaco quale ufficiale del Governo sono disciplinate dall'art. 54 del D.lgs 267/2000 Secondo tale articolo il sindaco, nel rispetto degli atti di indirizzo emanati dal Ministro dell'interno, sovraintende tralatro a:
- allo svolgimento, in materia di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, delle funzioni affidategli dalla legge;
- alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico, informandone preventivamente il prefetto
La nostra associazione si rivolge a Lei, in questa veste, affinchè Lei possa porre in essere gli atti attraverso i quali sollecitare chi di dovere ad assegnare, alla cittadina, un maggior numero di unità per l’arma dei carabinieri allo scopo di un maggior controllo del territorio in questo momento difficile e nel delicato periodo delle ferie estive. Tocca a Lei (oneri ed onori) farsi sentire nelle sedi più opportune e raggiungere il risultato da noi sperato.
In attesa di un riscontro o di una convocazione per discutere sugli argomenti in oggetto, invio cordiali saluti.
Sig.ra Vanda Anselmi Presidente House-Hospital onlus - Sez. Sud-Pontina
08-04-2010 - INS
L’associazione da me diretta ha nel suo DNA l’amore per questa nostra cittadina e questo ci spinge a relazionarci con l’amministrazione pubblica per il bene della stessa senza polemica ma molta determinazione.
Mi domando, a Minturno cittadina a vocazione turistica, apre un nuovo supermercato INS (un bene per l’occupazione e per l’offerta turistica), ebbene lo stesso, alle casse, non accetta carta di credito ma solo Bancomat. Mi chiedo, quale turista viaggia con il bancomat (seppure esiste nelle altre nazioni) ed ancora un turista con una carta American Express Gold o Business dal credito illimitato entra, fa la spesa e si vede rifiutato il pagamento ed è costretto a lasciare la spesa ed andar via.
Ho chiesto ed il responsabile di sala non mi ha saputo dire se era un fatto momentaneo o definitivo.
Mi auguro che le SV intervengano nei modi e con le disposizioni di legge a disposizione affinchè
Sia posto rimedio a tale “indecenza”
Sicuri di aver messo a fuoco un particolare a voi non conosciuto rimango in attesa di una vs comunicazione sulle indagini fatte ed eventuale soluzioni.
Sig.ra Vanda Anselmi Presidente House-Hospital onlus - Sez. Sud-Pontina
28-09-2011 - Sicurezza Prefetto
Eccellenza,
Mi chiamo Vanda Anselmi Cremona e sono una cittadina di Minturno, moglie di medico dell’Istituto Pascale che, con me, ha condiviso, da qualche anno, la scelta di lasciare Napoli per venire in questo piccolo centro e sfuggire alle tante negatività che contraddistinguono la nostra città che, peraltro, non permettiamo a nessuno di denigrare. Finalmente non avremo preoccupazioni (a Napoli ho subito tre rapine di auto), lasciamo la macchina ed il portone di casa aperto, come eravamo soliti fare in tutti gli anni che ci hanno visto in questa ridente cittadina. La microcriminalità è, per noi cittadini, il maggior pericolo, quella che ti colpisce da vicino, che attenta alla tua sicurezza sino a mettere a repentaglio la tua vita.
Ebbene, negli ultimi mesi, la situazione è cambiata drasticamente; si susseguono rapine, furti e, soprattutto preoccupano, quelle rapine che hanno effettuato entrando nelle case con i proprietari presenti. Nel periodo estivo abbiamo dovuto sopportare, oltre alla invasione di un turismo poco qualitativo, la constatazione della chiusura della caserma dei carabinieri alle 22.00 ed un ridotto numero, per ferie, di addetti alla sicurezza del cittadino. Passato il periodo estivo le cose non sono cambiate, anzi, vi è stata una recrudescenza non abituale per noi cittadini di Minturno. Esiste un gruppo di facinorosi che ha scelto questo territorio?, il fenomeno è legato alla presenza di soggiorni obbligati?.
Eccellenza mi appello alla sua esperienza ed alla sua disponibilità per chiederLe un intervento specifico per il nostro territorio di Scauri-Minturno.
Le sarò sempre grato e, già da oggi, sono a sua completa disposizione
Sig.ra Vanda Anselmi Presidente House-Hospital onlus - Sez. Sud-Pontina
30-10-2011 - Le Palme
Ch.mo sig. Commissario
Le scriviamo per perorare la causa delle suore polacche che hanno avuto infestate le palme (4) dal punteruolo rosso ed ora sono biologicamente morte con il rischio che possano abbattersi in caso di vento od altra causa esterna.
Le stesse non hanno soldi, in bilancio, per affidarsi ad una ditta esterna, tenendo conto che i soldi del loro bilancio sono tutti messi a disposizione della casa madre che si occupa di missioni ed altre attività benefiche.
Noi vorremmo che l’abbattimento delle palme fosse eseguito, gratuitamente, dal personale addetto ai giardini del Comune.
Ricordiamo a noi stessi, a lei, ed a chiunque possa pensare ad un intervento scorretto poiché su suolo non comunale, che le succitate suore offrono nel periodo estivo, a loro spese, una o più messe a cui presenziano tantissimi turisti e concittadini.
La beneficenza dovrebbe essere fatta in silenzio, ma, in questo caso, l’intervento del Comune potrebbe rappresentare un gesto simbolico pieno di significati da annotare nel bilancio attivo del Comune, lo stesso che nelle industrie è praticamente obbligatorio per arrivare ad essere quotati in borsa e prende nome di bilancio etico.
Come tutti i volontari siamo caparbi e volenterosi e, nonostante il non interessamento del Sindaco dimissionario, ci permettiamo di riproporre questo appello alla Sua sensibilità.
Sicuri di un suo diverso atteggiamento, ed in attesa di un suo riscontro ufficiale, inviamo cordiali saluti.
Sig.ra Vanda Anselmi Presidente House-Hospital onlus - Sez. Sud-Pontina
23-10-2011 Al Commissario
Mi riferisco al cartello di divieto comparso nella piazza Rotelli ed intitolato “Luogo di culto”.
Certo della sua cultura e della sua conoscenza della legge, non le ricordo la definizione del concetto di piazza, gli articoli del codice della strada e quelli, questi si più specifici (può controllarli sulla pagina di Fuori la voce – FB), del codice canonico sul significato di luogo di culto.
Mi rivolgo a Lei, invece come rappresentante della polis: ricorda: “Date a Cesare quello che è di Cesare ed a Dio quello che è di Dio”.
La piazza è sempre stato il luogo della democrazia per antonomasia, sede delle assemblee dei cittadini che vi si riunivano per discutere i problemi della comunità e decidere collegialmente sulle leggi, e contemporaneamente il luogo del mercato e il centro economico e politico, e perciò vi sorgevano gli edifici pubblici, gli uffici, i teatri.
Nella polis romana tutti coloro che possedevano la qualifica di cittadini avevano gli stessi diritti e gli stessi doveri e, tornando agli studi classici, famosi filosofi greci affermavano che la polis di Atene era si un luogo con case, mercati, templi e teatri, ma che erano gli ateniesi a fare la polis, ovvero la piazza è dei cittadini, senza limitazioni, ovvero con le limitazioni previste dai vari codici esistenti.
Tutto ciò per invitarla ad eliminare quel cartello per due motivi: la piazza non è luogo di culto e, visto che già esistono, come dicevo, leggi e circolari che regolano l’uso dell’isola pedonale, laddove è possibile, visto che è quindi anche pleonastico, cerchiamo di evitare la parola vietare.
Per ciò che attiene la vicinanza con la Chiesa direi, nel rispetto di tutti i credo, ci bastano i dieci comandamenti e, da buoni cristiani facciamo nostro l’invito del buon Gesù: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio”.
Ebbene, laddove possibile, chiudiamo un occhio, stiamo attenti con un vigile od un nonno civico, che non vi siano incidenti o che non siano posti in atti fattori di rischio, ma se un bambino gioca, se si addestra con la sua biciclettina senza ruote, se corre dietro una piccola palla….. ebbene sorridiamo, viviamo la sua gioia, la sua spensieratezza e, almeno la domenica, lasciamolo libero o quasi da divieti, leggi e costrizioni. Poi quella spensieratezza sparirà e entrerà anche Lui nel mondo civile, quello delle regole, dei divieti, dei doveri, degli obblighi e, spesso, dei soprusi.
Sig.ra Vanda Anselmi Presidente House-Hospital onlus - Sez. Sud-Pontina
10-05-2010 Casa distributore di frutta
Direttore Commerciale
Illiria srl
Quale sezione sudpontina dell'associazione da due anni partecipa al programma Guadagnare in salute del ministero. Quest'anno abbiamo parlato, nelle scuole, di Alimentazione.
Sarebbe possibile istallare nelle scuole medie di Minturno i distributori di frutta fresca?, vi occupereste voi del rifornimento?
Tenete conto che la direttrice didattica è d’accordo e non dobbiamo passare attraverso nessuna gara perchè i distributori faranno parte del progetto scolastico di quest'anno. Attendo risposte
grazie
Sig.ra Vanda Anselmi Presidente House-Hospital onlus - Sez. Sud-Pontina
23-01-2010 MOF
Ch.mo Presidente e Direttore
Mercato Ortofrutticolo di Fondi
Dr.Roberto Sepe
Ch.mo dottore,
chi le scrive è un medico. Mi chiamo Francesco Cremona e sono un chirurgo dell’Istituto tumori di Napoli (centralino 081-5903111). Sono anche direttore scientifico dell’associazione House-Hospital onlus (http://www.househospital.eu/) di cui mia moglie, Anselmi Vanda, è presidente della sezione sud-pontina con sede a Scauri (338-4220179).
Anche quest’anno nelle scuole medie di Scauri abbiamo organizzato il progetto: “abbasso il cancro, viva la vita”, progetto che ha avuto quale tema annuale l’Alimentazione. Ogni anno concludiamo il progetto con un premio annuale e con l’impegno a realizzare un piccolo mattone sul tema gli stili di vita.
L’anno scorso abbiamo realizzato un diario alimentare sulle abitudini alimentari degli studenti, oggetto di un lavoro che sarà pubblicato in collaborazione con il CNR. Oltre a ciò il poster di uno dei vincitori del premio sarà pubblicato sulla rivista della Lega nazionale per la lotta ai tumori.
Quest’anno abbiamo avuto un idea che riguarda l’alimentazione degli studenti a scuola: sostituire merendine varie con un cesto di mele al quale, ogni giorno, possono attingere i ragazzi di una individuata scuola media di Scauri. Se volessimo ipotizzare l’entità della fornitura, si potrebbe ipotizzare 5 Kg al giorno per 6 giorni al mese per 8 mesi (ottobre-maggio) – (circa un quintale)
Sarebbe un messaggio importante (seppure una goccia nel mare), ma , se ben pubblicizzato (stampa cittadina e nazionale – mass – media) potrebbe rappresentare un gesto importante.
Ritiene di poterci aiutare, dare un aiuto al volontariato, incidere sulle abitudini alimentari dei ragazzi?
Se si ci contatti via e-mail, saremo lieti di venirla a trovare per stabilire le modalità
Sig.ra Vanda Anselmi Presidente House-Hospital onlus - Sez. Sud-Pontina
09-01-2011
Scauri, una polemica costruttiva
L’associazione House-Hospital sez. sud-pontina ed il Comitato promotore per lo sviluppo sociale hanno consegnato una pergamena nell’ambito del premio ViviScauri a tre imprenditori proprietari dei locali Wympis, La nuoeva Moets e Sayonara.
La motivazione: “Per l ‘impegno a tener vivo il lungomare di Scauri che, in loro assenza, apparirebbe lungo, buio e desolato. Con il ringraziamento dei cittadini per il loro coraggio, la voglia di rischiare e di investire, la lungimiranza, la lontananza dal “mordilo (il cittadino e/o il turista) e fuggi” di tutti gli altri addetti al settore.”
Si tratta al tempo stesso di un riconoscimento ma anche una sottolineatura polemica verso tutti gli altri imprenditori che, esclusi tre mesi l’anno, non si impegnano a rendere vivibile e accattivante il bellissimo lungomare di Minturno -Scauri
13-02-2012
13-02-2012
Lettera aperta a Roberto Lepone
Caro Roberto
Permettimi di entrare, in punta di piedi, nelle tue riflessioni, che hai voluto fossero pubbliche, e che ti hanno spinto ad allontanarti, non dal partito, ma da una linea politica che ha voluto assumere il circolo PD di Minturno. Sono convinto che Tu non abbia fatto delle scelte in base ad un interesse personale e ne è testimone l’aver aderito al progetto Galasso che è nato sbagliato e che non ha tenuto conto delle difficoltà di gestire la cosa pubblica e del profumo di quella poltrona che, una volta assiso, può farti girare la testa e farti credere di possedere la verità assoluta. Una maggioranza nata perdente e non capace di autoriferenziarsi ed aggregare consensi con l’operato e la programmazione a breve e lunga distanza. Nel partito hai combattuto una battaglia in “un circolo chiuso, autoreferenziato, pieno di contraddizioni e caratterizzato da una gestione personalistica, familiare e, da interessi personali che prevalgono su quelli generali”, quella stessa battaglia che abbiamo combattuto noi all’interno della PDL contro tutto e contro tutti, interni ed esterni consci che solo un progetto unitario nato dalle forze pulite, oneste, professionalmente preparate potesse essere di argine a quel degrado che vede Minturno città decaduta e decadente. Ma quando ti domandi …. Cui prodest?, dovresti risponderti: ed ora il mio operato in cosa può contrastare le logiche di quelle persone da cui mi sono allontanato?. Il tuo isolamento non farà altro che agevolare quelle logiche, favorire quel passato, quelle famiglie che, da un lato e dall’altro hanno monopolizzato una città. Rompiamo gli indugi è stato l’imput nato dalla assemblea di Volare e che ha dato mandato a Maurizio Faticoni di allontanarsi dalla PDL, farsi forte delle liste civiche e credere, fino in fondo, che quel malessere che Tu e noi abbiamo dentro e che ci ha mossi verso una stessa destinazione, sia anche predominante nei cittadini di Minturno. Abbiamo creato una lista di sole donne, ci siamo apparentati con una realtà nuova, sempre civica (Città Nuove) e cerchiamo di coagulare, con Faticoni Sindaco, tutti coloro che sono ormai stanchi di questa politica familiare. Molti dei tuoi concetti, in tema di cambiamento, sono nel nostro programma elettorale e, soprattutto quei concetti di informatizzazione e di maggiore sfruttamento dei tecnici da affiancare alla figura del Sindaco e degli assessori. Non basta essere eletti per ritenersi infallibili od esperti di un settore, bisogna avere l’umiltà di far nascere un indicazione dalla mediazione di più pareri specifici, lasciando agli assessori il non meno importante ruolo di mediazione verso la Giunta, il Sindaco ed i cittadini. Isolarti potrà dare soddisfazione solo al tuo Io e non credo sia questo il tuo obiettivo. Unisciti con una tua lista alla nostra coalizione civica, media con Maurizio obiettivi e responsabilità, conservando la tua autonomia di pensiero ed avendo quale obiettivo la soluzione dei vari problemi che attanagliano questa cittadina. Ricordi quella reclame….. una telefonata può salvarti la vita; ebbene mettiti in contatto, non è certo la vita in discussione ma certamente la qualità di essa. Io, con onestà, ho espresso il mio parere e Ti ringrazio se vorrai, almeno pensandoci, prenderlo in considerazione.
Tua Vanda Anselmi in Cremona – Lista Volare
07-04-2011
Ma se Winston Churchill disse che la democrazia è il minore dei guai, allora qual è il peggiore? La parentocrazia per i piccoli comuni, la parentamicocrazia(P) nei centri più grandi e la parentamicolobbycrazia (P) a livello statale. Ed ecco subito spiegato le diversità di stipendio tra parlamentare ed assessori e tra assessori di piccoli comuni e quelli delle metropoli. A livello nazionale devi favorire l’appartenente alla tua lobby e a quella avversaria per tenertelo buono, poi devi sistemare parenti ed amici ed infine ricordarti, se hai ancora qualche spicciolo ed un pò di tempo, dei tuoi elettori. A livello delle metropoli il primo obbligo sono gli amici ed i parenti che connotano la tua azione politica, mentre nei piccoli comuni e paesi non dimenticare il parente che ti è con sanguigno e spesso, prestanome. E quella P tra parentesi per le metropoli e la nazione?. Rappresenta la P di Partiti. Si tratta di consociati di una specie di società tipo Lions o Rotary, cioè associazioni di servizio, o meglio coloro che ti fanno il “servizio” trasformando il tuo voto in un assegno, firmato, in bianco. E, nell’ambito dei partiti vi sono poi varie categorie di soci denominati cariatidi: i professionisti della politica, coloro che non hanno lavorato neppure un giorno nella e per la società civile ma hanno scelto la politica quale professione. Cosa vuoi fare da grande? Il Politico, disse il bimbo intelligente mentre il piccolo Giuseppe che voleva da piccolo fare l’astronauta è li costretto a fare i conti a fine mese con l’intento di far quadrare un bilancio meschino. Se poi tuo padre o tuo zio hanno fatto o fanno i politici, allora non viene posta al bimbo la domanda ma, a 5-6 anni il Padre mostra a tutti la letterina a Babbo Natale dalla quale Egli evince che il piccolo è portato a seguire le orme del padre (per orma,in questo caso, si intende il calco della seduta di una poltrona, ministeriale, da consiglio di amministrazione, da società partecipata o da società quotata in borsa. Nel piccolo centro le cose cambiano; i partiti contano meno, contano soprattutto le grandi famiglie: si tratta di schiatte di politicanti che per decenni, a somiglianza delle dittature del nord Africa, dominano la scena politica di quel paese. Ricordo un paese che aveva, sul labaro, non lo stemma, ma la foto di famiglia. Per fortuna questo non accade a Minturno dove vige il rinnovamento e l’alternanza, dove il più anziano consigliere comunale, ha meno di 40 anni, dove, per regolamento comunale, alla poltrona di Sindaco si alternano, ogni legislatura, un Uomo ed una donna, dove gli assessori sono in numero uguale donne ed uomini e, superati i 40 anni non si può essere consigliere ma solo consigliere onorario. A Minturno al Consiglio comunale, si associa il Consiglio degli anziani. A Minturno agli appalti possono partecipare solo ditte del Nord Italia e, se sei eletto consigliere, i tuoi parenti, imprenditori, con attività commerciali o di consulenza o qualsiasi attività in proprio, sono costretti ad emigrare, per lavoro, ad almeno 1000 chilometri.
Che bel paese è Minturno sulla via Lattea in provincia di Marte !
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